Un saluto al professore Luigi Maria Lombardi Satriani
Valentina Capalbo
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Ricordo con molta emozione ed affetto il professor Luigi Maria Lombardi Satriani, figura per me saggia e austera, dal portamento elegante, voce possente e decisa da oratore ma anche “spirituale”, quasi sciamanica, capace di farsi comprendere da tutti.
Lo conobbi per la prima volta in occasione della presentazione del mio libro “Acchiappa Incubi. Mi sono sentita onorata di avere avuto come relatore una figura cosi importante nel campo letterario e antropologico. Era il mio primo anno di università, ero ancora una ragazza inesperta piena di sogni e di idee che non aveva ancora ben chiaro il suo indirizzo di studi universitari. La professoressa Franca Ferraro, nostra amica di famiglia, mandò la bozza del mio libro al Professor Satriani per visionarla, non mi aspettavo che lui avrebbe voluto presentarlo, né che lo prendesse in considerazione. Invece i racconti gli piacquero molto, tanto da farne un’analisi antropologica attenta e puntuale durante la prima presentazione ad Acri nella Sala del chiostro della chiesa di San Domenico. Il Professore quella sera disse che i miei racconti richiamavano i luoghi della cultura e aspetti del folklore di Acri. Ricordo che durante la lettura dei ringraziamenti ai miei genitori, fatta con molta enfasi, lo interruppi, timorosa, perché ritenevo che fossero molto personali e spettava a me doverli leggere: lui mi cedette la parola con molta gentilezza e affetto. In seguito a questa serata il direttore della mia residenza universitaria organizzò un evento di presentazione del mio libro nel Teatro Pasolini della casa dello studente De Lollis e invitammo il professor Satriani, che con molto entusiasmo decise di farmi da relatore per la seconda volta. Io ne fui entusiasta e così ebbi modo di conoscere questo emerito Professore, conversare con lui e approfondire alcuni aspetti dei suoi studi. Allora non conoscevo molto dell'antropologia, ero iscritta, da circa un mese, al primo anno di università alla facoltà di Lettere e filosofia, con indirizzo Lettere moderne, alla Sapienza di Roma e rimasi ipnotizzata da questo professore che spiegava con parole auliche aspetti dell'universo culturale del mio paese fino ad allora per me del tutto sconosciuti. Fu proprio in quell'occasione che decisi di intraprendere gli studi antropologici. Decisi di cambiare il percorso del mio curriculum formativo ed iscrivermi al corso di Storia, Antropologia e Religioni e di fare la tesi sugli studi folklorici concentrandomi sui racconti popolari calabresi di Raffaele Lombardi Satriani, emerito zio del Professore Luigi Maria Lombardi Satriani che ne proseguì gli studi che hanno descritto minuziosamente il mondo folklorico calabrese e del Sud Italia della metà del Novecento, riconoscendo il patrimonio culturale delle classi contadine ancora poco conosciuto. Così ho orientato la mia ricerca di tesi triennale a un'analisi dei racconti popolari Calabresi, scegliendo i racconti di paura, da me preferiti e li analizzai secondo la metodologia di Propp, approfondendo con attenzione i vocaboli dialettali sulla base del vocabolario del dialetto acrese scritto da Vincenzo Padula. L’elaborazione di questa tesi ha rappresentato per me la scoperta degli studi folklorici del mio territorio, ma, soprattutto, ha voluto esprimere un sincero ringraziamento al Professore per aver acceso la mia curiosità su questa materia. Ora che ho conseguito la laurea in Antropologia e sono Specializzanda in beni etnoantropologici, i temi inerenti agli studi di demologia e folklore fiabesco sono diventati oggetto di ricerca su cui voglio continuare il mio lavoro da ricercatrice. Gli studi del Professor Luigi Maria Lombardi Satriano restano per me pilastri del patrimonio demologico italiano, e penso che sia un dovere per noi studenti e per gli studiosi di antropologia diffondere l’enorme insegnamento che questo nostro Maestro ci ha lasciato. |
PUBBLICATO 25/07/2022 | © Riproduzione Riservata

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