STORIE Letto 5830  |    Stampa articolo

“Non è un pronto soccorso pediatrico”

Foto © Acri In Rete
Gaia Bafaro
condividi su Facebook


Una signora di Lá Mucone ci ha contattati per una segnalazione a riguardo del Pronto Soccorso dell’ospedale. I fatti sono avvenuti dopo ferragosto e la protagonista della storia è la figlia, di 8 anni, della nostra lettrice. "Ci siamo recati al pronto soccorso poiché la bambina accusava forti dolori alla pancia e, dopo una lunga attesa, qualcuno ha finalmente risposto al citofono solo per riferire che non si potevano visitare bimbi e che era necessario rivolgersi al pronto soccorso pediatrico di Cosenza. Qui, a mia figlia, hanno diagnosticato una gastroenterite causa anche di un principio di appendicite.” La testimonianza della signora non vuole essere una accusa bensì spunto di riflessione sulla consapevolezza che i nostri ospedali non funzionano. Pochi sono i medici e mancano i mezzi per prestare soccorso. Gli ospedali di paesi grandi come Acri necessitano di essere funzionanti sia per una questione di viabilità (soprattutto ora con la strada di Lá Mucone-Cosenza interrotta) sia perché con la chiusura dei reparti tutte le province, inevitabilmente, confluiscono e mettono pressione sull'ospedale civile di Cosenza che non è in grado di accogliere tanti utenti. Da questo meccanismo di serpente che si morde la coda è necessario divincolarsi per l'interesse e la salute pubblica. L' Italia è diventato un Paese che chiede ai cittadini solo tasse ma che non offre servizi. Vogliamo quantomeno lottare per il diritto di una assistenza sanitaria? Con tutti i nostri laureati vogliono anche farci credere che abbiamo bisogno di medici cubani. Quanti soprusi ancora siamo disposti a tollerare? Da questo circo di pagliacci si dissocino i politici locali. Perché spendere denaro in spettacoli per incrementare il turismo se poi non si dispone di mezzi e strutture per ospitare i turisti? Infine, riguardo alla vicenda riferitaci, non si poteva quantomeno visitare la bimba per prestare un primo soccorso, visto che la madre riferiva una grave disidratazione, per poi mandarla a Cosenza? Ci hanno reso talmente succubi e poco umani che tutto ci sembra normale o, comunque, ci si rassegna ad accettare lo stato delle cose.

PUBBLICATO 30/08/2022 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 495  
Abbandonare le contrapposizioni per risolvere le criticità
Nel cuore della vita pubblica del nostro comune si annidano questioni irrisolte che da troppo tempo attendono risposte concrete. Non si tratta soltanto di problemi tecnici o amministrativi, ma di nodi ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 196  
25 Aprile ad Acri, l'appello dell’ANPI: Partecipiamo uniti per difendere la libertà e la Costituzione
In occasione dell'ottantunesimo anniversario della Liberazione, la sezione ANPI di Acri rivolge un accorato invito a tutta la cittadinanza, ai giovani, alle associazioni e alle forze democratiche a pa ...
Leggi tutto

POLITICA  |  LETTO 429  
Verso le comunali 2027. Capalbo boccia il Civismo. “Sarà una sfida tra noi e il centro destra”
Il consiglio comunale sul bilancio, come avviene spesso, è stato il pretesto anche per discutere del futuro politico. Dell’accordo oramai fatto tra Maggioranza e Avs, fortemente voluto dal sindaco ...
Leggi tutto

EDITORIALE  |  LETTO 1595  
Cofone ''tradisce'' i suoi elettori e abbraccia, finalmente, Capalbo
Il consiglio comunale di Acri si apre con una novità che, a voler essere sinceri, novità non è. Era nell’aria, era nelle anticipazioni, era nei movimenti politici che da settimane raccontavano di un a ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1111  
Acri, il domani non si aspetta: si costruisce insieme
C’è un momento, nel silenzio delle nostre strade, in cui dobbiamo avere il coraggio di guardarci negli occhi e chiederci: quale impronta vogliamo lasciare in questa terra? Mentre ci avviciniamo al 202 ...
Leggi tutto