Ad cazzum
Franco Bifano
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Tra pochi giorni, il 25 settembre, andremo a votare. Secondo gli ultimi sondaggi gli indecisi, ovvero quelli che non hanno ancora le idee chiare verso chi indirizzare il proprio voto, sono ancora tanti.
Avere dei dubbi non è certo una colpa, tanto meno avendo a che fare con una campagna elettorale confusionaria e, per molti aspetti, imbarazzante. Tuttavia, alla fine della “fiera” una decisione bisognerà pur prenderla (si spera), piuttosto che turarsi il naso e votare poi “ad cazzum”, come spesso accade. Ora, se sono ancora molti gli elettori che nutrono delle perplessità, non sarà anche perché leader politici sono poco credibili? Del resto parliamo o di gente che sta in Parlamento da oltre 25 anni e promette sempre le stesse cose, o di mezze calzette alla Di Maio che, nella vana speranza di restare a galla, formano nuovi quanto inutili partitini. C’è una cosa però che dagli stessi sondaggi emerge chiara e che non può essere sottovalutata: tutti danno in testa FdI, dietro il PD, a seguire Cinque stelle, Lega, Forza Italia e poi via via gli altri. Probabilmente FdI, essendo l’unico partito all’opposizione durante il Governo Draghi, è riuscito ad accreditarsi come una novità. In questo caso, bisognerebbe ricordare agli smemorati che il partito di Giorgia Meloni negli anni ha avuto candidati, ruoli e Ministri importanti nel “vecchio” centrodestra che ha sostenuto i tre Governi a guida Berlusconi. La stessa Meloni nel 2011 è stata Ministro per la gioventù in quel Governo Berlusconi che ha portato la Nazione alla bancarotta economica e morale. Un eventuale Governo Meloni avrebbe quindi il “merito” di farci ritrovare gli stessi protagonisti di quegli anni “memorabili”, però un tantino più “stagionati” (pensa che fortuna!). Il PD continua ad essere un partito senza anima. Guidato da un Segretario che ha lo stesso carisma di una cozza pelosa e la lungimiranza politica di un sardina sottolio. L’astuto Letta, infatti, era felicissimo di aver annunciato l’alleanza con Calenda (un genio!). Peccato che il giorno dopo però quest’ultimo gli ha preferito Renzi! Quel Renzi che ha fatto di Letta con “Enrico stai sereno" un’icona delle prese per il culo. Scrivere invece di Salvini è quasi imbarazzante. Ormai dà la sensazione di abbaiare alla luna. Parla per slogan e rispolvera i soliti quanto desueti temi: gli sbarchi, la flat tax, addirittura il ponte sullo Stretto (al quale non crede neanche lui). La verità è che Il “capitano” ha perso l’antico smalto. Dai tempi del “Papete” non riesce più neanche ad abbindolare i gonzi. La Lega a trazione Salvini ormai sembra in caduta libera. Discorso diverso per il Movimento cinque stelle. Probabilmente non riuscirà mai più ad ottenere al 33% dei consensi. Eppure, nonostante le infelici uscite di Grillo, il miliardo di errori commessi, il tradimento di Gigino “il bibitaro” e il mancato rientro di Di Battista, è comunque in ascesa. Credo che il merito vada riconosciuto a Giuseppe Conte. A mio parere, il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi trent’anni. |
PUBBLICATO 13/09/2022 | © Riproduzione Riservata

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