Il Parco nazionale della Sila a difesa della lontra
Redazione
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La lontra, ritenuta virtualmente estinta in Calabria centrale e in Sila, è scoperta ai margini dell’altipiano silano nel 2003. Dal 2009 il Parco Nazionale della Sila ha attivato una serie di progetti di ricerca che hanno documentato la presenza della lontra nel cuore dell’area protetta e la sua progressiva espansione. Diffusa in tutti i fiumi italiani, la lontra ha iniziato ad estinguersi alla fine degli anni ’80. Perseguitata perché considerata nociva e per la sua pelle pregiata. La sua esistenza è minacciata dall’inquinamento e dal mutamento dell’habitat. Oggi è ricomparsa in alcuni fiumi dell’altopiano silano. A fine novembre 2019 si è concluso il progetto “Monitoraggio e Conservazione della Lontra (Lutra lutra) in ambiti prioritari del Parco Nazionale della Sila”, finanziato dall’ente Parco Nazionale della Sila nell’ambito dell’azione di sistema “Conservazione della Lontra” promossa dal MATTM attraverso la Direttiva Biodiversità. Il progetto, attuato nel corso del 2019, ha adottato come area di studio l’intera area MAB Sila, un comprensorio sufficientemente vasto per sviluppare inferenze adeguate sull’ecologia e conservazione della lontra. Accanto alle tradizionali metodologie di indagine basate sulla ricerca e identificazione di escrementi di lontra è stato utilizzato il fototrappolaggio. Insomma, da oggi, chi decide di passeggiare lungo i fiumi della Sila potrebbe imbattersi in questo meraviglioso anfibio.
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PUBBLICATO 23/06/2023 | © Riproduzione Riservata

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