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Guerre ipocrisia e paradossi

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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Nel mondo attualmente pare vi siano ben 59 focolai di guerra. Alcune fonti sostengono addirittura che i conflitti attivi siano molti di più.
Tuttavia, nonostante i tumulti interessino paesi come Messico, Siria, Iraq, Pakistan, Haiti, Columbia, India, Birmania, Afghanistan non abbiamo ancora  un’adeguata percezione di quello che realmente accade.
Infatti, malgrado oggi possiamo avvalerci di una rete mondiale come internet - tra l’altro interattiva -  che ha allargato la “sfera informativa”, sono ancora i media “tradizionali” a fare la differenza. In altre parole se un conflitto non passa attraverso la televisione e i giornali è un pò come se non esistesse. Succede così che sul piano informativo le guerre possono apparire o scomparire quasi per una sorta di macabra  magia.
Un esempio ne è la guerra in Ucraina che per mesi ha riempito le prime pagine di tutti i giornali e di  tutti i principali servizi televisivi, e  adesso di colpo però  è sparita dai radar della comunicazione. Lo avete notato?
L’attenzione è stata completamente spostata sul conflitto israeliano-palestinese. Si dirà che quest’ultimo, per i risvolti politici che si trascina dietro, potrebbe scatenare la terza guerra mondiale. Oibò, ma era la stessa cosa che si diceva anche dell’altro conflitto.
Qualcosa non torna e la questione non va sottovalutata.
Un altro aspetto terrificante, ormai sotto gli occhi di tutti, è la disinvoltura con la quale in questi conflitti si uccidono migliaia di civili innocenti.
E’ spaventoso pensare che siano diventati veri e propri bersagli nel mirino prima di chi  ne fa merce di scambio o di chi  bombarda volutamente palazzi e ospedali.
Ma le guerre non dovrebbero essere una questione solo tra eserciti addestrati?
Una cosa sembra certa, oggi non stiamo solo assistendo a dei conflitti, ma siamo anche testimoni di un orrendo processo di disumanizzazione che non si fa scrupolo nemmeno uccidere bambini.  Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella striscia di Gaza muore un bambino ogni 10 minuti. Dal 7 ottobre ne sono morti cinquemila. Non bastano?  
E’ davvero triste e paradossale che in questi giorni governati Italiani e Inglesi  siano entrati "in conflitto" per salvare la vita ad una sola bambina mentre, nello stesso tempo, non si riesce a fare nulla per fermare quella che ormai è autentica strage. Troppo  spesso dolore  e ipocrisia camminano a braccetto

PUBBLICATO 14/11/2023 | © Riproduzione Riservata



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