Dimensionamento scolastico. La delibera di giunta regionale è una vera e propria ingiustizia verso la comunità acrese
Italo Mangano
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Prendo atto che la politica tutta (per intenderci non la politica così come intesa da Aristotele), di ogni estrazione e/o ideologia ha fallito su tutti i fronti. Nel caso di specie colgo ancora la volontà da parte della Regione Calabria di “punire” la comunità Acrese che ad onor del verro negli ultimi anni non ha avuto politici che la potessero rappresentare con incisività nella sua azione amministrativa fuori dal nostro territorio. L’azione di governo dell’attuale maggioranza cittadina non ha prodotto in merito i risultati sperati, nonostante l’intervento in consiglio provinciale degli esponenti di Fratelli d’italia che, seppur armati di buona volontà, non sono riusciti a incidere sulla decisione della Regione Calabria che evidentemente risponde a logiche che non si conciliano con gli interessi della comunità acrese.
Ed invero, l’unica comunità che ha subito un tale dimensionamento è quella acrese (accorpamento di n. 3 plessi) mentre altre realtà seppur di minor importanza sono state risparmiate dalla scure del dimensionamento scolastico. Procedere all’accorpamento dei vari plessi è un atto scellerato che non tiene conto delle peculiarità dei vari istituti che, non dimentichiamolo, hanno tradizioni e storie importanti. La vicenda del dimensionamento scolastico, però, a mio modesto parere, naviga nel torbido delle logiche di appartenenza e, con i dovuti distinguo, nella logica di qualche interesse personalistico, altrimenti non si spiegherebbe la totale mancanza di sinergie tra la maggioranza e le opposizioni che, quest’ultime , organiche alla giunta di centro destra che governa la regione, avrebbero dovuto fare quadrato su questioni che riguardano l’intera comunità. Ed invece assistiamo, ed assisteremo, al solito rimpallo di responsabilità mentre la vicenda del dimensionamento scolastico si andrà a concludere, con buona pace dei belligeranti politici locali e della comunità tutta. Che l’attuale maggioranza di governo locale, al suo secondo mandato, non brilla certamente per azione politica – amministrativa e di una programmazione efficace, attuabile e oserei dire audace è un dato non contestabile atteso che le opere realizzate, in itinere e i fondi impiegati, certamente non realizzeranno una inversione di tendenza circa il depauperamento del tessuto economico e sociale con. La mancanza di programmazione e progettazione implica inesorabilmente il ridimensionamento di tutti i servizi presenti sul territorio. L’auspicio è che la comunità acrese esca dal torpore e per quanto auspicabile metta in campo le migliori risorse che possano contribuire attraverso un laboratorio di idee e di pensiero alla rinascita della città, liberi da ogni ideologia e/o appartenenza politica ma solidali nel promuovere una progettualità utile alla città tutta. |
PUBBLICATO 19/12/2023 | © Riproduzione Riservata

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