COMUNICATO STAMPA Letto 3753  |    Stampa articolo

Impianto eolico Serra Crista. Italia Nostra lo segnala all'Anac e diffida la Regione

Foto © Acri In Rete
Italia Nostra
condividi su Facebook


Rischio ambientale in Serra Crista. La denuncia arriva da Teresa Liguori, Consigliere nazionale Italia Nostra e da Roberto Laprovitera Vice Presidente Regionale Italia Nostra. “Il termine, dato dalla Regione Calabria, scadeva il 20 gennaio 2024, ciò per presentare osservazioni ed obiezioni al progetto Parco eolico “Acri” in Serra Crista, nel Comune di Acri (CS), della ENEL GREEN POWER ITALIA s.r.l., 5 torri eoliche alte 200 ml cadauna ed una rete di elettrodotti per numerosi chilometri. E così ITALIA NOSTRA APS, – proseguono – fino al 21 dicembre rimasta all’oscuro di ciò a causa della mancata pubblicità da parte della Regione Calabria di quella istanza e di quel progetto, è scesa in campo: con osservazioni precise e puntuali; con una segnalazione all’ANAC e con una diffida alla Regione Calabria. Quanto alle osservazioni, sono state rilevate manifeste lacune istruttorie e di validità scientifica nello Studio di Impatto Ambientale predisposto dalla ENEL GREEN POWER ITALIA s.r.l. Fra le lacune istruttorie vi è la mancata percezione ed indicazione dell’impatto che l’impianto potrebbe arrecare su vastissime estensioni di Habitat prioritario 9530, Pinete (sub)mediterranee di pini neri endemici della sottospecie calabrica, (Allegato I della Direttiva Habitat ed Allegato A reg. attuativo italiano, il D.P.R. n. 357/1997), così come sull’Habitat 9260 Boschi di Castanea sativa, pure esso oggetto di tutela comunitaria. Taciuta poi da ENEL GREEN POWER ITALIA s.r.l., in violazione delle norme che impongono tale precisa indicazione, l’entità della alterazione ecosistemica che ne potrebbe derivare: almeno 13.000 alberi secolari da abbattere per la realizzazione delle piazzole degli aerogeneratori ed almeno altri 4.000 alberi secolari da deramificare o abbattere lungo la rete degli elettrodotti e/o la viabilità di accesso, da ampliare o da creare ex novo (stima per difetto di Italia Nostra basata sulla densità arborea dell’area), essendosi ENEL limitata a specificare il numero degli esemplari da abbattere per la sola specie di Castane sativa (11 alberi secolari di circa 300 anni di età ciascuno). Fra i profili di carenza di scientificità vi è la negata presenza di qualsivoglia specie di fauna, di avifauna e di fauna chirottera a rilevanza comunitaria, prioritaria e non, giacchè il redattore dello Studio di Impatto Ambientale non è stato in grado non solo di predisporre le prescritte mappe di sensibilità per l’avifauna e la fauna chirottera, ma perfino non è stato in grado di indicare nulla di specifico e circostanziato, come se in quell’amplissima area forestata da abbattere non vi fosse alcuna specie di animale o di uccello, tranne la presenza di un mero nido di scoiattolo, cosa che invece non è, essendo quell’area forestata luogo di vita o di transito di numerose specie di fauna ed avifauna a tutela prioritaria comunitaria. Fra le lacune più gravi, vi è la carenza di ogni valutazione degli effetti diretti, indiretti e cumulativi sui SIC o sulle Aree Protette ubicate nell’area vasta di riferimento dei 10 km da ciascun aerogeneratore (p.es. SIC Farnito di Corigliano Calabro, Lago di Tarsia, Foreste Rossanesi, Parco Nazionale della Sila), giacché non è stato fatto neanche lo screening di incidenza, proprio perché l’area vasta di riferimento è stata ridotta, illegittimamente, a quella compresa nel raggio di soli 500 ml, come se ognuno degli aerogeneratori da installare avesse altezza di 10 ml, anziché quella di 200 ml. Ecco il rischio ambientale che ne potrebbe derivare, se venisse rilasciata l’autorizzazione regionale, a causa non solo della deforestazione progettata, ma anche degli sbancamenti che ci saranno e del mutamento della conformazione dei luoghi e del sottosuolo che ne conseguirà, con annullamento del valore di naturalità e di biodiversità e alterazione degli equilibri in area già sottoposta a vincolo di tutela idrogeologica e forestale. Quanto alla segnalazione all’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, – riferisce Italia Nostra – è stata denunciata la violazione, da ben tre anni e da parte della Regione Calabria, di tutta la specifica normativa posta a garanzia della più ampia ed agevole conoscenza della informazione ambientale presso il pubblico ed il pubblico interessato. Infatti, è stata resa pubblica, e solo il 21 dicembre 2023, solamente una piccolissima parte della documentazione e degli elaborati presentati dalla ENEL GREEN POWER ITALIA s.p.a. alla Regione Calabria, rimasti invece, nella loro interezza, appannaggio esclusivo solo delle Amministrazioni pubbliche coinvolte, ciò attraverso il sistema dell’uso di link riservati e segreti. Quanto alla diffida, così testualmente: “ITALIA NOSTRA a.p.s. DIFFIDA il R.U.P., la S.T.V. tutta ed il Dirigente preposto alla conclusione del procedimento avviato dalla ENEL GREEN POWER ITALIA s.r.l. affinché esercitino (come non si ha alcun dubbio che ciò accada) le funzioni pubbliche amministrative di cui sono titolari secondo i canoni di legalità e di buona amministrazione e, quindi, per l’effetto affinché neghino il rilascio del parere V.Inc.A favorevole e del parere VIA favorevole e, quindi, rigettino l’istanza PAUR della ENEL GREEN POWER ITALIA s.r.l. o, in subordine, la dichiarino improcedibile e/o irricevibile.” Ciononostante, ITALIA NOSTRA APS. confida che la Regione Calabria sappia e possa esercitare le proprie funzioni amministrative in modo che tale rischio ambientale non abbia a verificarsi”.

PUBBLICATO 30/01/2024 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 409  
La politica del M5S vuole rispetto in Italia e in Acri
Il referendum sulla separazione delle carriere dei Magistrati del 22-23 marzo 2026 ha visto molto determinato il M5S in Italia (e in Acri) a voler mantenere, dopo 60 anni dalla liberazione del fascism ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 398  
Referendum Acritano
Il voto referendario ha un vantaggio che l’elezione politica classica non ha. Hai una sola domanda a cui rispondere e hai due sole caselle da decidere su cui porre una crocetta, è un Sì oppure è un NO ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 285  
Homo sum!
Si è chiuso il sipario sulla XII edizione della Notte nazionale del Liceo classico, che anche quest’anno ha regalato vibranti emozioni, spunti di riflessione e anche tanta ilarità. Tema dell'edizione ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1096  
Il M5S boccia Cofone. Termina l'esperienza Alternativa per Acri
Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Acri interviene per chiarire con fermezza la propria posizione alla luce degli ultimi sviluppi politici emersi nel Consiglio comunale. È doveroso ricor ...
Leggi tutto

EDITORIALE  |  LETTO 1200  
Cosa regalerà la politica acrese nell'uovo di Pasqua?
Le recenti dinamiche emerse nell’ultimo consiglio comunale hanno inevitabilmente acceso il dibattito politico ad Acri, lasciando intravedere scenari tutt’altro che definiti e, per certi versi, sorpren ...
Leggi tutto