USI E COSTUMI Letto 2701  |    Stampa articolo

Settimana di commemorazione dei defunti nei paesi arbėreshė di rito greco - bizantino

Foto © Acri In Rete
Gennaro De Cicco
condividi su Facebook


Nei paesi italo-albanesi di rito greco - bizantino i morti vengono commemorati quasi all’inizio della primavera, nel mese che gli antichi greci chiamano “Antesterione”. Il riferimento storico č la festa dei fiori che si celebrava ad Atene in onore a Dionisio (Antesterie). Una ricorrenza “tra il sacro e il profano”, tra riti religioni e tradizioni di vita comune. Il periodo di svolgimento č il sabato precedente la domenica di Carnevale e quindici giorni prima della Quaresima. Ricorrenza, come si suol dire “mobile”, che quest’anno va dal 29 gennaio al 3 febbraio. La commemorazione dei defunti presenta le caratteristiche di una festa popolare, durante i quali i morti si confondono con i vivi. Si crede che il Divino, per otto giorni, dia il permesso alle anime perché escano dall’oltretomba e facciano ritorno in superficie per andare a ritrovare i luoghi dove sono vissuti. Tutte le case sono illuminate con i lumi alimentati da olio vergine: “Val tė butė”, perché servono ad indicare la luce ai defunti che escono dalle tombe per mescolarsi con i vivi. A San Demetrio Corone ci si avvia in processione nel cimitero, intonando: “Tek jam i thell”, Dal Profondo (adattamento in arbėrisht del Salmo 129 del “De Profundis…”, da parte del poeta di San Giorgio Albanese Giulio Variboba (1725 – 1788). I giovani lasciano una piccola pietra sul bordo della colonna (stele) che ricorda i caduti in guerra, sistemata all’inizio del viale che conduce al cimitero. Questo gesto dovrebbe perseverarli da una morte prematura e violenta come quella che colse i combattenti in guerra. La pietra assume il significato di un pegno, da parte di se stessi, da lasciare in cambio della salvezza. Dopo la celebrazione della messa nella chiesetta del cimitero davanti all’altare e alla croce e la recita a volte alta di preghiere in greco antico e in albanese, il papąs benedice l’ossario e bussa tre volte nella porta di ferro per salutare i defunti che stanno dietro quella povera porta e per stabilire un contatto con loro. Successivamente, i parenti degli estinti si appartano nella tomba dei propri cari e consumano cibi e bevande. Chiunque passi accanto alla tomba viene invitato a partecipare al “simposio”. Nello stesso giorno il papąs visita le famiglie e procede alla benedizione delle panagjie (mense con vino, pane, grano bollito e una candela sovrapposta al centro), simbolo della resurrezione del corpo e della immortalitą. Dopo la cerimonia, il papąs distribuisce ai presenti il pane a fette e su ciascuna di queste dispone il grano bollito. I collivi rimasti vengono distribuiti alle famiglie del vicinato. Una volta era tradizione della gente bisognosa chiedere l’elemosina nel periodo della commemorazione (pėr shpirtin e pėrgatorėvet – per l’anima dei defunti). Le famiglie nobili, invece, distribuivano ai pił poveri olio, salame, pane e grano bollito per onorare la memoria dei cari estinti. In serata parenti ed amici si ritrovano e consumano la cena rievocando, fino a notte inoltrata, i loro cari, scomparsi definitivamente. Si rinnova, in questo modo, una tradizione antica, ricollegata ad usanze, che per secoli hanno messo in evidenza i valori di solidarietą e di amicizia degli arbėreshė. Il sabato successivo (e shtunia e madhe o e shtunia e Shales – il sabato di Rosalia, festa pagana) č un giorno di lacrime perché i morti sono obbligati a ritornare nell’oltretomba, distaccandosi dai propri cari. TEK JAM I THELL. Tek jam i thell e rri ndė Purgatuar, U thėrrita fort: Oj Zot, tė qosha truar. Mirr vesh si qanj me lotė e me valėtim Lipisėm, Zot i math, turmendet time. Mos thuaj se bėra lik e kam mbėkat Si cili ėsht' i bėrė ēe s’ka mbėkat, Kulto se ti je prind e lipisjar U jam it bir e jam limosinar. Mbė fjalen tėnde u kėtu rri e pres Se fjalen ēė me the t’e kam bes', Si dihet dita pėr mua sempre sėrposet Vetem speranxa jote maj mė griset. Mė se Ti ,Zot, pietus s’ė mosnjeri Andaja s’ke shok ndė lipisi. Andaja, nani, mos na bandana Se shpirtrat ēė jan' ndėr penet na library Jipi rėpos, oj Zot, jipi rėēet Tė vdekurvet, jipi dritė tek jetra jetė.

PUBBLICATO 31/01/2024 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 196  
Al via domenica 2 Agosto il Padia Street Festival
Domenica 2 Agosto, a partire dalle ore 20.00, il centro storico di Acri ospiterą la I edizione di “Padia Street Festival”, l’appuntamento estivo che trasformerą il borgo di Padia in un grande palcosce ...
Leggi tutto

LETTERE ALLA REDAZIONE  |  LETTO 292  
Finanziamento stadio. Il ricorso al Tar non risulta definito
Con riferimento all’articolo pubblicato, chiedo l’immediata rettifica delle parti contenenti una ricostruzione non corretta della vicenda processuale, in particolare laddove si afferma che “il ricorso ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 386  
Il comune ha adempiuto a quanto previsto dalla normativa vigente per la fuoriuscita dal dissesto finanziario sin dal 2021
Gentile redazione in merito all’articolo pubblicato in data odierna si tende a precisare, come gią pił volte ribadito e certificato dal parere dell’Organo di Revisione che l’Ente ha completato il per ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 712  
Il danno, la beffa, i dubbi
Il danno; il finanziamento statale di 700mila euro, Presidenza del Consiglio dei ministri – dipartimento per lo sport, ( revocato nell’ottobre 2025 ) era stato richiesto dal Comune per effettuare un r ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 427  
Cavie
Con il via libera della Camera alle pre-intese con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto (naturalmente a luglio, quando gli italiani sono in ferie, altrimenti si correrebbe il rischio che qualcuno se ...
Leggi tutto