I diritti civili dei gay e la nuova normalità
Gaia Bafaro
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In questi giorni si sta svolgendo a Roma il Pride, capitanato da esponenti politici come la Schlein e sostenuti dalla cantante Annalisa. Si rivendicano nella manifestazione i principi di : democrazia, libertà e si marcia per la tutela dei diritti civili e di eguaglianza. Si procede verso una nuova normalità che vede la distruzione dei generi e della famiglia, la legalizzazione della perversione e la distruzione di ogni equilibrio. Perché questo improvviso interesse nel tutelare i Gay? Forse perché la nostra terra, ormai sovrappopolata, necessità di un freno alle persone che normalmente procreano o perché la famiglia, gli affetti ed i sentimenti sono ormai destinati all' estinzione . La società del consumismo ha bisogno di perenne cambiamento e non di cose durature, di valori, ideali sani e spiritualità. Si è cominciato con l' abolire la leva militare, con una presunta emancipazione della donna (in realtà sempre più schiava, oggettivata e al di sotto del maschio) per finire all' uomo che si trucca e indossa la gonna mentre il sesso femminile indossa giacca e cravatta. Quale idea malsana di normalità i social, i Media e la stampa vogliono proporci? Il mondo necessita di equilibrio dei poli opposti per funzionare, si è creata una categoria di gente malata che accede per la sua preferenza sessuale a diritti e tutele di cui altre categorie non godono ( vedesi disabili, donne, bambini con disturbi psichiatrici e anziani). Il nostro problema in Italia è tutelare i copulatori pervertiti invece delle categorie protette. Negli ultimi anni Siamo stati tutti vittime di violenza psicologica. È normale per me, etero magari di matrice cattolica, accendere la televisione e dovere necessariamente guardare un film o un reality dove si trovano i gay o Trans di turno a fare le loro porcherie? È normale essere costretti a sentire che esistono genitori che, ad undici anni, acconsentono a sottoporre i figli a cure ormonali per fargli cambiare sesso supportati dall' aiuto dello Stato? Ma dove è finito il buonsenso? Quando la gente troverà il coraggio di dire: "basta". Ognuno viva la sua sessualità senza necessariamente spettacolarizzarla. Non si tratta di emancipazione, si tratta di strumentalizzazione per distogliere l'attenzione dai problemi reali: mancanza di assistenza sanitaria, di lavoro, di diritti di un genere femminile costretto a scegliere tra maternità e lavoro o a prestarsi a svendere la propria dignità per quattro soldi. Ma quale meritocrazia? Quale democrazia? Quale libertà? La stessa che ci hanno concesso il periodo pandemia quando ci hanno costretto a fare da cavie con un vaccino sperimentale per favorire case farmaceutiche e altri grandi mondialisti? Per cui, annebbiate anche la mente dei più deboli con il fumo colorato del Gay pride ma sappiate che c'è anche un'altra categoria che capisce le vostre manovre e se ne dissocia. Viva la famiglia etero, la differenza di genere, l' identità culturale e i principi morali. Gay o trans non sono generi presenti in Natura ma un prodotto della civiltà malata che ci attanaglia con i suoi strampalati mostri. Quello che spacciate per emancipazione è solo un passo verso la distruzione del briciolo dell'umanità che ci è rimasta. Siamo solo una massa senza identità mandata da una parte all' altra, marchiata da un codice a barre, stretta nel cerchio di una Unione Europea che ha rappresentato l'inizio della rovina condannandoci alla povertà monetaria, intellettuale e identitaria, il tutto camuffato da emancipazione e libertà. Certo, siamo diventati degli ottimi schiavi e il più diabolico degli strumenti di controllo lo teniamo ogni santo minuto tra le mani e anche questo legame malsano è stato volutamente creato quando tutti eravamo terrorizzati dalla "pandeminchia", uno dei peggiori esempi di totalitarismo della storia. Chiudete la televisione, gli smartphone e non credete a tutto quello che scrivono e divulgano i giornalisti, la maggior parte delle volte sono stati pagati per comunicare cose a cui nessuno importa un ciufolo oppure per favorire una certa persona o categoria. La dimostrazione sta nel fatto che girano sempre le stesse facce, le stesse parole, le stesse nozioni che mirano a pilotare le idee e non a favorire la nascita del pensiero critico, l'unico capace di salvarci. Per il resto, il demonio si circonda da demoni e questi, tramite i Media e gli organi di stampa, ne diffondono lo sterco.
Nota di redazione. I concetti espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con la linea del giornale. |
PUBBLICATO 17/06/2024 | © Riproduzione Riservata

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