Impianto eolico Sila Greca. E se si allargasse il Parco Sila o se si puntasse sulle aree contigue?
Roberto Saporito
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Dopo l’anteprima di Acri in Rete dello scorso 13 settembre, è scoppiato, fortunatamente, un vero e proprio vespaio attorno al Progetto eolico “Acri”. Diverse le prese di posizione di amministrazione comunale, associazioni, comitati, forze politiche.
Ieri si è tenuta un pubblica assemblea molto partecipata (potete vederla e ascoltarla sulla nostra pagina facebook) a cui hanno partecipato anche referenti di Italia Nostra, Pro Loco Camigliatello, Coldiretti nonché imprenditori e proprietari terrieri. Alla fine né venuto fuori un coro unanime; ben vengano le fonti di energia rinnovabili ma a patto che non siano realizzate all’interno o nelle vicinanze di zone ad alta vocazione turistica, ambientale, paesaggistica e agricola. Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato uno scritto nel quale si faceva notare che l’area della Sila Greca, pur non facendo parte del Parco Nazionale della Sila, rientra nella zona Mab istituita nel 2014 e diventata la decima riserva naturale dell’Unesco. L’obiettivo di questa area è quello di tutelare l’ecosistema, la flora, la fauna e il sottobosco. Già questo basterebbe a scongiurare progetti di questo tipo nelle suddette aree. La Società Hergo spa, approfittando del fatto che la Sila Greca, dove dovrebbero essere installate ben 19 pale sul totale di 23, non fa parte del Parco, di concerto con il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, ha pensato di realizzarci un grosso Impianto a cui si stanno opponendo in tanti. In attesa di conoscere le osservazioni (scadono il 17 ottobre) degli Enti interessati, in questa sede suggeriamo agli amministratori locali e regionali un’idea che potrebbe evitare la realizzazione del Parco eolico nella Sila Greca. Come risaputo il Parco Nazionale della Sila è stato istituito nel 2002 e comprende 18 Comuni. In sede di perimetrazione, alcuni imprenditori e associazioni di categoria hanno levato scudi perché l’area della Sila Greca non venisse inclusa nel Parco. Così è stato. L’articolo 32, comma 1, della legge 394/91, però, recita che “le regioni di intesa con gli organi di gestione e con gli enti locali interessati, possono stabilire piani e programmi per la tutela dell’ambiente relative alle aree contigue a quelle protette.” La Sila Greca, appunto, è un area contigua al Parco. E’ stato dimostrato che una pala realizzata dove non vi sono vincoli dista appena 200/300 metri da zone incluse nel Parco. Che senso ha, quindi, far parte di una zona protetta se a pochi metri vi sono strutture di questo tipo? Un’idea che ancora non ha proposto nessuno e che ci sentiamo di suggerirla agli organi preposti, dopo di che, e questa è un’altra idea, si potrebbe inserire l’intera Sila Greca nel Parco Nazionale della Sila in modo tale che sia tutelata da ogni uso indiscriminato. Una volta per tutte. Ne approfittiamo, infine, per fare chiarezza; i video e le foto che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi riguardavano le strutture che dovranno servire alla realizzazione di un Impianto mini eolico in località Serra la Capra. Non hanno nulla a che vedere con l’Impianto delle 23 pale denominato “Acri”. |
PUBBLICATO 02/10/2024 | © Riproduzione Riservata

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