Il querceto dell'ultracentenaria
Manuel Francesco Arena
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Nelle mie passeggiate mi addentro spesso in questo piccolo boschetto di querce. Preferisco farlo di più nel periodo compreso tra novembre e marzo, quando gli alberi sono spogli e nelle giornate più terse, creano coi loro rami bellissimi dipinti con il cielo che si presta come una tela immaginaria.
Tra i tanti alberi che hanno più di cento anni, al centro di essi c’è la mia amica quercia di oltre tre secoli. Non posso esimermi dall’andare a trovarla per attingere alla sua saggezza di “grande vecchia” e la sua presenza mi è sempre confortante. Chissà quante cose ha visto e passato nella sua vita, eppure è ancora lì, ferma a segnare bonaria il tempo degli anni che passano. É strano ma essa attraverso il vento invernale sembra a volte addirittura raccontarmi piccole storie. Credo che tutti debbano rispettare e trarre beneficio dalla saggezza degli alberi perché come diceva un vecchio proverbio, loro sono le braccia che sorreggono il cielo e quando l’uomo maldestramente li distruggerà, il medesimo cielo ci cadrà addosso. Ultimamente nel querceto ho scoperto che staziona spesso una famigliola di cinghiali in cerca di ghiande e radici di piccoli arbusti. Ne trovo sempre le tracce e di sfuggita, diverse volte, ho visto la mamma cinghiale con circa sei porcellini allontanarsi spaventata dalla mia presenza nel più profondo del vicino roveto. Come sempre all’arrivo di maggio poi, nel periodo subito precedente all’estate, la mia amica quercia si colorerà di verde ed i merli, le ghiandaie ed addirittura il cuculo sui suoi rami monteranno i più armoniosi concerti. Allora questa maestosa creatura vivrà il periodo più allegro dell’anno perché si appresterà a vivere una nuova delle sue tante primavere. Nel contempo continuerà a spargere saggezza e conforto a tutti gli esseri sensibili che andranno ancora a suo cospetto, passeranno una mano sulla sua ruvida pelle fatta di corteccia oppure semplicemente, andranno ad ascoltare le sue antiche novelle di un domani che troppo presto diventa ieri. |
PUBBLICATO 11/01/2025 | © Riproduzione Riservata

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