Dalle Ande alla Sila
Manuel Francesco Arena
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Per caso spulciando tra le mie foto su facebook, con grande piacere ho ritrovato questa che ritrae uno dei tanti incontri che ho fatto pedalando sulle strade dell’Altopiano.
Ci tengo a raccontarla poiché è una bella storia che penso valga la pena di essere narrata. Era il settembre 2023 e mi trovavo alla fontana del Cupone per riempire la borraccia prima di tornarmene a casa. Era caldo sebbene l’autunno stava avvicinandosi. Ricordo che dal fitto bosco, in direzione delle sponde del lago Cecita, spuntò questo ragazzo non molto alto e sorridente con una bici carica fino all’inverosimile. Gli chiedo da dove viene pensando che sia uno di quei viaggiatori che percorrono quotidianamente la ciclovia dei parchi, ma mi fa segno di non capire bene l’italiano. Solo allora gli riformulo la domanda in inglese e la risposta che ricevo mi spiazza in maniera positiva: dice che viene dal Cile ed ha passato la notte in tenda nella medesima pineta. Guidandolo al vicino bar del parco mi presento ed inizio ad interagirci in uno spagnolo non tanto perfetto che ho imparato un po’ da autodidatta, misto a italiano e qualche parola di inglese. Le cinque euro che porto sempre con me, le uso per pagargli un buon cappuccino ed un cornetto mentre io mi faccio bastare un caffè e dei biscotti che ho portato da casa. Stupito mi ringrazia per la generosità ma gli spiego che da calabrese, l’ospitalità è normalità per me. Con il suo largo sorriso bonario mi racconta di aver ventinove anni, di aver pedalato in circa sei mesi già per mezza Europa in solitaria e di essere diretto in Sicilia prima e in Spagna poi. Parliamo di musica, di fútbol, di uno dei miei scrittori preferiti nonché suo connazionale quale è Luis Sepulvèda e di viaggi. Visto che il nostro discorrere in tre lingue sembra aver dato alla conversazione un’aria internazionale, anche il barista e qualche avventore compreso seguono la scena divertiti. Gli chiedo e mi faccio raccontare della sua meravigliosa terra, dei panorami delle Ande ed in maniera molto emozionante per lui, della Patagonia a cui sembra essere molto legato. In fondo ognuno di noi ha in particolare un luogo del cuore che porta sempre con se ovunque va’. Poi mi dice ancora che la Sila lo ha affascinato con i suoi boschi e le sue montagne, così come gli è piaciuta la mia città di Acri di cui mi mostra un breve video che ha girato al suo passaggio. Infine gli porgo l’ultima barretta che ho con me. Lui accettando di buon grado, molto generosamente vuole ricambiare il dono regalandomi un suo adesivo che conserverò come ricordo e si raccomanda di seguire il suo viaggio su instagram, cosa che non potei fare poichè per scelta non sono presente su quel social. Solo dopo una buona mezz’ora ci salutiamo e gli auguro un buon viaggio e che la strada gli sorrida sempre in questo cammino che ha intrapreso a tanti chilometri di distanza da casa sua. Dopo tempo mi chiedo se oggi sarà tornato a casa o in quale parte di mondo si trovi? Che bello è però fare certi incontri! In fin dei conti la bicicletta ho imparato che non è solo sport, ma è soprattutto amicizia, avventura e cultura. Mai nessun mezzo penso potrà essere comparabile ad una bicicletta, perché con essa si ha l’impressione di poter volare tra le nuvole restando solo a mezzo metro da terra. |
PUBBLICATO 25/01/2025 | © Riproduzione Riservata

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