LE STORIE DI MANUEL Letto 4264  |    Stampa articolo

Il Carnevale acrese di una volta

Foto © Acri In Rete
Manuel Francesco Arena
condividi su Facebook


Il Carnevale ad Acri è stata da sempre una festa sentita, ieri molto più di oggi. Questa festività variopinta tipica di fine inverno, a tutti gli effetti era inaugurata già dal giovedì che la precedeva quando si preparavano i piatti della tradizione dove spiccava sicuramente lei, sua maestà la polpetta. In un tempo povero dove non c’era l’abbondanza di oggi, le feste prima di tutto erano occasioni per mangiare pasti a base di carne che la maggior parte della gente sicuro non si poteva permettere ogni giorno. Inoltre e forse ancor di più, erano anche occasioni per riunirsi tra famigliari ed amici per parlare e bere un franco bicchiere di vino davanti al focolare. Allora quando ancora i social erano le case amiche e le piazze, l’unione aveva un gran valore e veniva prima di ogni cosa perché c’era voglia di stare insieme. La festa proseguiva poi domenica dove raggiungeva il suo momento clou. La domenica di Carnevale, sicuro era un giorno tra i più allegri dell’anno. Grandi e piccini si camuffavano ironicamente alla meglio con stracci e vecchi indumenti e queste maschere popolari, se così possiamo definirle, erano dette m’bughelle. L’opinione mia personale è che questo nome strano che suscita curiosità, deriva dal famoso personaggio di Brighella, il quale nella commedia dell’arte è uno stretto ed astuto amico di Arlecchino. Le m’bughelle giravano in gruppi con un lungo spiedo appuntito in legno e nelle case visitate anziché monete, si offriva loro del vino ed in alcuni casi, pezzi di salsiccia o lardo i quali venivano per l’appunto infilzati allo spiedo e poi consumati insieme dal gruppo alla fine del giro. I bagordi e le m’bughelle continuavano fino al martedì grasso (mart’azeatu in dialetto), giorno in cui venivano di nuovo preparate le polpette e tante altre buone pietanze com’era stato nel giovedì grasso. Il giorno seguente infine, il Mercoledì delle Ceneri, oltre al significato Sacro di grande importanza, vedeva per le strade della città l’ultima piccola pittoresca goliardata che sarebbe bello dopo tanto tempo riportare in scena: la rappresentazione del corteo funebre di Re Carnevale morto per l’ingordigia del troppo mangiare e del troppo ridere. Esiste una antica canzoncina dialettale per descrivere la sua dipartita la quale dice: “Carnudevearu è muartu e li maccarruni su cuatti, u’ cheasu e de gratteari e beni mia Carnudevearu”. I figuranti del funerale erano tutti “attori” del popolo improvvisati. Tra loro oltre al Carnevale morto che veniva portato su un camioncino in una finta bara, spiccavano la vedova Quarajisima vestita tutta di nero che si abbandonava in lunghi pianti ed urla logicamente artificiali atti a richiamare l’attenzione della gente al passaggio del corteo. Seguivano poi altri personaggi, diremo minori, travestiti alla bell e meglio. Anche loro erano apparentemente commossi e si univano man mano ingrossando le fila di quella simpatica folla colorata. In tante zone del sud, Quarajisima rappresenta la moglie trista e smunta di Carnevale e spesso viene rappresentata in alcuni luoghi da una bambola di pezza con in mano il fuso e l’arcolaio, i quali sono strumenti di lavoro che rappresentano la laboriosità e lo scorrere del tempo. Anche su questo mito antico tra tradizione e fede, ci sarebbe tanto da scrivere e da raccontare perché un tempo queste bambole fatte a mano, anche nella nostra città, apparivano da alcuni balconi per scandire il periodo quaresimale che ci prepara alla Resurrezione di Cristo.

PUBBLICATO 01/03/2025 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

NOTA STAMPA  |  LETTO 1591  
La convocazione di un Consiglio comunale segue procedure precise. L’opposizione pensi ad un programma per la città
Oggi, in un articolo, la minoranza consiliare ha lamentato una presunta.... ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1160  
Domenica in Accademia il pianista bulgaro Ivan Donchev per il terzo concerto dedicato all’integrale delle Sonate di Beethoven
Prosegue ad Acri il grande progetto dedicato all’integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven, interpretate dal pianista bulgaro Ivan Donchev, tra i pochi artisti oggi in Italia ad ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1196  
Il Trio Marsili e il romanticismo di Brahms e Turina
Domenica 30 novembre 2023, nella sala consiliare di Palazzo Sanseverino-Falcone di Acri, avrà luogo il concerto del Trio Marsili, violino violoncello e pianoforte, con il patrocinio dell’amministrazio ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1354  
''Navighiamo rispettosamente con l'aiuto della Polizia Postale'': la scuola protagonista di un grande evento formativo sulla sicurezza digitale
Il 28 novembre scorso nello storico scenario di Palazzo Sanseverino, l’IC “Beato F. M. Greco-San Giacomo” è tornato al centro della scena educativa con un’iniziativa di forte richiamo: “Navighiamo ris ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1846  
La verità sulla paralisi del Consiglio comunale: maggioranza allo sbando, città senza guida
In merito al post pubblicato dalla testata locale Acri in Rete, che evidenzia come i Consigli Comunali ad Acri si svolgano “con il contagocce”, riteniamo doveroso intervenire ...
Leggi tutto