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I nostri figli

Foto © Acri In Rete
Rosanna De Vincenti
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Sono esseri fragili i nostri figli, non giochiamo con loro a braccio di ferro, perderanno, perché non sono forgiati agli urti della vita come noi adulti.
Insegniamo loro a non essere competitivi, ad essere solidali con gli altri, abbracciamoli più spesso.
Diventiamo porti sicuri al loro approdare, ritornano sempre da noi, pur allontanandosi ritornano sempre, dove si sono sentiti accolti, sicuri, protetti.
Non esiste una scuola che insegna ad essere bravi genitori, esiste la vita, solo se la viviamo con valori veri possiamo dare qualcosa ai nostri figli.
I figli sono la nostra continuazione, dobbiamo essere noi a dare esempi, positivi se è possibile.
Stringiamoci intorno a loro e facciamo sentire che sono a casa, al calore, al sicuro.
Credetemi non serve a nulla alzare la voce, fare valere la propria autorità, quando un figlio ritornerà dal proprio genitore solo perché si sente al sicuro, possiamo dire di aver fatto un buon lavoro.
Non dobbiamo essere loro amici, non serve a nulla, dobbiamo essere solo un padre, una madre, sinceri, onesti e giusti.
Un figlio ha bisogno di sentirsi capito, amato, valorizzato, non controllato, ha bisogno di sapere che ci siamo sempre.
È difficile fare il genitore, ma è più difficile essere figli, perché vengono caricati di troppe responsabilità, di troppe aspettative, di vincere sempre, di eccellere, di dare il meglio, ma secondo i nostri parametri però.
Non è questa la strada da seguire, ai propri figli si deve chiedere di essere sereni, con quello che hanno, che è tanto, devono seguire ciò che li rende felici, ma la loro felicità non la nostra.
Ci dobbiamo interrogare a fine giornata,se abbiamo dedicato il nostro tempo alle loro necessità spirituali, dobbiamo viverli, aspettarli, ritornano sempre.
Impariamo ad ascoltare i loro silenzi, riempiamo di contenuti la mancanza di parola.
Ogni figlio è un mondo da esplorare, da scoprire, da vivere, da valorizzare, maneggiamo con cura le loro fragilità,non dimentichiamoci di essere stati anche noi fragili.
Non esiste una regola per fare il genitore, esiste il sacro santo diritto di prenderci cura di loro che non hanno chiesto di venire al mondo, loro sono la nostra continuazione.
Siamo alberi con radici, solo se le radici sono salde, sane, forti, l'albero prenderà vigore e diventerà un albero secolare, con rami resistenti alle intemperie della vita.
Allora in virtù di quello che ho scritto, non sono fragili i nostri figli, siamo noi che li rendiamo tali.
Solo se nutriamo bene quello che la vita ci ha affidato, possiamo dire di avercela fatta, loro non ci appartengono, sono i figli della vita ... la loro.
Noi dobbiamo solo accompagnarli, e lasciarli poi liberi di scegliere il loro cielo, di solcare il loro mare, noi siamo solo gli strumenti, per la loro felicità.

PUBBLICATO 13/03/2025 | © Riproduzione Riservata



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