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Politica e dintorni

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Franco Bifano
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Un tempo mi è capitato di ricevere qualche proposta politica, cortese e persino lusinghiera da una parte politica che aveva progetti all’apparenza lungimiranti per la nostra città e il suo territorio.
Non nascondo che, almeno in una occasione, sono stato tentato di lasciarmi sedurre dalla candidatura. Tuttavia, nonostante le insistenze, alla fine non l’ho fatto, così come non ho preso mai una tessera di partito.
Spesso mi tornano in mente le parole del mio prof. di chimica (uomo brillante!) : “la politica o la fai o la subisci" diceva. "Tu potresti decidere di farla perché ci vuole anche ironia”.
Quando ripenso a questa sorta di anatema, confezionato come un consiglio paterno, allora il non essere “sceso in campo” un po' mi pesa.
Del resto non mi sono mai ritrovato in alcune forme di intendere la politica in generale e tanto meno alle nostre latitudini.
Così, alla fine, ho scelto un’altra strada: quella di raccontarne le dinamiche.
Si, però quanta fatica!
Troppo spesso, infatti, certe dinamiche si rivelano opache se non, addirittura, incomprensibili.
Prendiamo, per esempio, quello che sta succedendo a livello locale in questi giorni.
La Giunta comunale sembrava aver trovato solidità, tanto da far pensare che sarebbe arrivata a fine mandato nel 2027 senza intoppi, considerata anche l’impalpabilità (tanto per usare un eufemismo) dell’opposizione.
Invece, prima sono arrivate le dimissioni dall’Assessore Sposato che ha evocato "personalismi e ambizioni individuali....In un contesto dove la collaborazione istituzionale viene sacrificata sull’altare dell’ambizione personale. ... Non è possibile lavorare con serenità e coerenza , nè perseguire gli obiettivi condivisi con i cittadini”.
Tradotto, non si può più lavorare, nemmeno con l’elmetto!
Successivamente è arrivata anche la revoca del mandato all’Assessore Anna Cecilia Miele che ha difeso la sua esperienza, interrotta per “meccanismi e situazioni, scelte, capricci che ritengo non stia a me spiegare... In ogni modo sono già diffusi, noti,compresi, nonostante la capacità del linguaggio politico possa deviarne il significato reale!”
Quasi a voler dire: lavorando in un simile contesto, prima o poi doveva succedere.
Il Sindaco Capalbo, nell’intervista concessa a questo giornale, non ha nascosto di aver dato inizialmente le dimissioni. Ha, comunque, riconosciuto il buon lavora fatto dagli assessori uscenti, confermando che riscuotevano ancora la sua fiducia, ma ha evidenziato la necessità di adeguarsi alle logiche politiche.
Insomma, un "vorrei ma non posso"
Nel frattempo, la contesa è continuata con le dimissioni del consigliere Mario Fusaro della lista civica che sosteneva Pino Capalbo (e nella quale figura anche l’assessore Miele).
Contemporaneamente, è naufragato miseramente il tentativo di allargare la maggioranza con Sinistra Italiana.
Non meravigliamoci se poi gente diserta le urne.
Ora, dicono che fare politica sia un’arte. Certo, ma bisogna capire quale arte. Se è quella dei campioni del trasformismo, della spregiudicatezza, del compromesso ad ogni costo, delle poltrone come merce di scambio o, piuttosto, quella della Politica alta, nel senso più nobile del termine che, anche se dimenticata, persino ridicolizzata o ritenuta ingenua, questa politica esiste.
La stessa è stata ed è praticata da gente (forse poca) che mette al primo posto la costruzione del bene comune ed ha una visione di lungo respiro e una idea di futuro non vincolato al consenso immediato.
Caro Prof, lei aveva ragione, perché è vero che la politica o la fai o la subisci. Tra le due ho scelto una terza via, quella di osservare lo “spettacolo” fuori dal tendone del circo. Un po' divertito e, a volte, amareggiato ma sempre con una certa ironia.
Quella sì forse non l’ho ancora persa, come la speranza.

PUBBLICATO 02/07/2025 | © Riproduzione Riservata



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