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Fascia contesa... La ''ruba'' Maiorano

Foto © Acri In Rete
Redazione
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Comprendiamo il sindaco Capalbo che, suo malgrado, è stato costretto a “virare” su Luigi Maiorano.
Ne avrebbe fatto volentieri a meno sebbene gli ottimi rapporti ma dopo la rinuncia di Bruno e i veti su Bonacci, il primo cittadino non poteva fare altrimenti preferendolo a Pignataro e ad Arena.
È vero che la nomina degli assessori è una prerogativa del sindaco ma è anche vero che essa deve essere condivisa dalla maggioranza per evitare musi lunghi e litigi.
A iniziare da Bonacci, ormai ex Super Mario Bros che, dopo la delega al bilancio, si è vista sottrarsi la fascia di vice sindaco dopo appena un anno.
Una scelta che sa tanto di bocciatura e di veti incrociati che il diretto interessato prima o poi spiegherà.
Alcuni componenti la maggioranza di centro-sinistra-destra hanno subìto questa scelta, storcono il naso ma per “senso di responsabilità” non si metteranno di traverso.
E’ chiaro che chi ha un passato di sinistra, non vede di buon grado questa nomina.
Rinfreschiamo la memoria ai più distratti.
Luigi Maiorano, per tutti Gino, fino al 2022, anno in cui decide di sostenere Pino Capalbo nella lista civica Pino Capalbo sindaco, è sempre stato nel centro destra.
Dapprima come presidente del consiglio comunale dal 2000 al 2005 nell’amministrazione Tenuta (CCd, An, Fi) quindi, assessore vice sindaco e poi sindaco facente funzioni nell’amministrazione Trematerra Gino (Udc, Fi, An, Psi) dal 2010 al 2013.
Fin qui le cariche politiche e istituzionali.
Maiorano
è stato, fino al 2022, un uomo dei Trematerra, Gino e Michele, un pretoriano, un fedele sostenitore fino alla scomparsa politica (a livello locale) dell’Udc e dei Trematerra dai quali è stato molto valorizzato con incarichi e cariche.
Grazie agli ottimi rapporti con Michele Trematerra, uomo di punta della giunta Scopelliti (2010-2014), e alla sua intercessione, Maiorano ha ricoperto importanti ruoli, attraverso incarichi ben retribuiti, al Corecom e all’Arcea.
Oggi Maiorano è stato nominato assessore e collaborerà strettamente con chi, fino a qualche anno fa, criticava aspramente l’operato del centro destra e dell’Udc in particolare.
Chi non ricorda gli attacchi violenti sia in consiglio che sulla stampa alla giunta Trematerra da parte di Capalbo e Bonacci?
Soprattutto per via dell’allegra gestione finanziaria dell’ente tanto che nel 2015 la Corte evidenziò gravi anomalie nel bilancio comunale degli anni 2011 e 2012 ovvero proprio nel periodo in cui Maiorano era amministratore, assessore e vice sindaco.
Criticità che portarono, a fine 2016, il comune al dissesto finanziario.
C’è di più; non crediamo che la maggioranza e la giunta non sappiano una cosa importante; a seguito dell’inchiesta Acheruntia (2015), che vede coinvolti dirigenti, imprenditori e politici tra cui Maiorano stesso, il Comune di Acri si costituì parte civile con apposita delibera di giunta del maggio 2016.
Maiorano, dunque, è assessore di un Comune che si è costituto in Giudizio contro di lui.
Da non credere, assurdo. Anche in questa sede Acri in rete ha raccontato i fatti, inconfutabili e veritieri.
Né denigrazione, né insulti, né ricostruzioni giornalistiche false.
Se Maiorano ritiene opportuno querelarci per quanto scritto, sarà per noi un piacere incontrarlo in Tribunale, un luogo che lui conosce bene frequentandolo come avvocato e come imputato.


PUBBLICATO 11/07/2025 | © Riproduzione Riservata



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