Le Botteghe di Via Padula ai parenti dell'assessore Arena: l'ennesima ''capalbata''
Consiglieri di minoranza (Nicola Feraudo - Franca Sposato - Natale Viteritti - Angelo G. Cofone - Giuseppe Intrieri - Natale Zanfini - Emilio Turano - Salvatore Palumbo)
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“A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca” diceva un antico proverbio e - anche in questo caso - le tante (cattive) voci che insistentemente circolavano sulle botteghe di Via Padula si sono rivelate fondate.
È di qualche giorno fa, infatti, la notizia che i locali oggetto di ristrutturazione, nell’ambito di un più ampio progetto di rigenerazione urbana nel centro storico, sono stati assegnati e che tra gli aggiudicatari risulta esserci, a conferma delle voci che circolavano da tempo, anche qualche stretto familiare dell’Assessore Graziella Arena. Una scelta, quella di assegnare uno degli immobili alla SIAE, sicuramente inopportuna per due motivi: da un lato, se il progetto di ristrutturazione fosse effettivamente finalizzato alla rigenerazione urbana, allora quegli immobili - come molti pensavano e auspicavano - avrebbero dovuto essere assegnati ad attività che, in qualche modo, avrebbero potuto contribuire ad una ripresa del centro storico. Attività capaci di creare movimento, di valorizzare prodotti tipici, di portare la popolazione a vivere la “città vecchia”. Insomma, tutto ciò che non è la SIAE. Ma poi, se proprio si voleva destinare una delle botteghe ad ufficio, perché “regalarlo” ad un privato (a fronte di un canone irrisorio) e non utilizzarlo per il Front Office dell’ufficio anagrafe per il quale l’Amministrazione comunale ha preferito prendere in locazione un locale qualche metro più avanti? Dall’altro - e questo è ancora più grave - è normale che un Comune conceda un suo immobile destinato alle attività produttive, si ribadisce a fronte di un canone irrisorio, a prossimi congiunti proprio dell’assessore alle attività produttive? Un conflitto di interessi grande quanto una casa che rende questa scelta - in attesa di verificare la relativa documentazione per valutarne la legittimità formale - sicuramente inopportuna. Insomma, l’ennesima “capalbata” di questa Amministrazione, non nuova a questo modus operandi, che scoraggia e mortifica chi ancora crede e investe in Acri. In altri contesti tutto ciò avrebbe comportato quanto meno delle dimissioni, ma nel nostro Comune, si sa, chi fa parte del “cerchio magico”, sentendosi al di sopra di tutto e tutti, ha facoltà di fare ciò che vuole, anche gestire la cosa pubblica come se fosse cosa privata. Neanche Cetto Laqualunque si sarebbe spinto fino a tanto! Come consiglieri di opposizione, valuteremo ogni eventuale azione da intraprendere all’esito del rilascio della documentazione richiesta. |
PUBBLICATO 28/07/2025 | © Riproduzione Riservata

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