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Corto muso

Foto © Acri In Rete
Marcello Perri
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Tiene banco ormai da giorni la questione elezioni regionali. Qualcuno è sofferente ancora.
Questa sconfitta non va giù. Affiliati e tifosi continuano a voler mostrare una realtà che vedono solo loro. Una miriade di numeri e percentuali che tradotti significano: sconfitta per il sindaco di Acri.
Li possiamo leggere e interpretare come vogliamo ma piaccia o no, ha perso. Bisogna accettare le sconfitte, la storia ci insegna che da queste si impara e soprattutto servono per ripartire. Proprio come succede nel calcio. Uniti e più forti di prima.
Ma la sensazione è che questa unione sia solo apparente. Al sindaco i conti non tornano e questo è evidente, e, per averne prova, basta andare a vedere alcune delle sezioni.
Chimento 50 voti ottenuti su 204 votanti.
Serralonga 78 voti ottenuti su 535 votanti.
Serricella 96 voti ottenuti su 454 votanti.

E’ evidente che qualcosa non ha funzionato con buona pace di chi sa leggere i numeri. Mi chiedo, quindi, perché ostentare questo successo che in realtà non è arrivato? Diversi tifosi hanno scritto che Pino Capalbo non era l’unico candidato del centro sinistra e che da solo ha ottenuto questo grande risultato. Ma ci siete o ci fate? Un sindaco di una cittadina come Acri, al secondo mandato, in politica da 20 anni o più, dopo tutti gli affidi, le opere, le promesse, le rotatorie, il bitume elettorale, è solo? Si parla del sindaco non di un candidato qualsiasi. Ed il tanto decantato buon governo, non ha ripagato?
I tifosi e gli esperti continuano a sparare numeri, ma molto più semplicemente, hanno provato a sommare le preferenze ottenute da Gallo, ad Acri, a quelle del sindaco? Qualcuno ha provato a sommare i voti ottenuti dal sindaco Federico, ad Acri, a quelli del sindaco Capalbo?
Qualcuno si è chiesto se aver perso degli esponenti importanti della maggioranza non sia stato forse un errore?
Qualcuno si è chiesto se questo modo di fare, di antica memoria, stia ripagando? Forse una gestione diversa avrebbe dato un altro risultato, ed oggi si parlerebbe di altro.
Le domande da porre al sindaco sarebbero tante, ma chi lo conosce sa che non ama il contraddittorio.
E allora, i tifosi possono continuare a tifare, il sindaco può continuare a festeggiare il suo grande successo, gli esperti di numeri possono continuare con le percentuali, nel frattempo Occhiuto ha stravinto.
Qualcuno ha scritto che nella sua Cosenza ha perso, la realtà dice che governerà la regione.
In politica, come per il calcio, le competizioni o si vincono o si perdono, fosse anche di “corto muso” ma il vincitore è soltanto uno.
E si sa: chi vince scrive la storia, gli altri possono solo leggerla.

PUBBLICATO 15/10/2025 | © Riproduzione Riservata



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