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Biglietto di solo andata

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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Se guardiamo i numeri dell’ultimo report Censis-Confeoopertie sulla sulla mobilità studentesca, quello che succede al Sud somiglia sempre più ad uno spettacolo del teatro dell’assurdo.
Uno spettacolo dal sapore amaro, con un finale già scritto per 134.000 studenti che ogni anno salutano la nostra terra e partono in direzione Centro-Nord.
Del resto, i nostri giovani cercano un futuro più stabile. La nostra terra non riuscendo a offrirgliene uno, si limita ad accompagnarli al treno, come farebbe una vecchia zia un pò smemorata che li accompagna alla stazione senza nemmeno capire che stanno andando via.
Un vero esodo quello degli studenti meridionali, al quale si aggiunge quello dei neolaureati che non tornano indietro.
In trentaseimila, in appena due anni (2022-2024), hanno fatto le valigie per migrare verso Nord o all’estero. Un vero disastro! È come se a questi ragazzi venisse dato il ben servito: “Vi siete formati qui, ora però andate a lavorare da qualche altra parte”.
Certo, una bella soddisfazione non solo per loro ma anche per i genitori che hanno investito risorse economiche ed emotive.
Questi dati, ovviamente, sono al netto di chi decide di partire per seguire le aspirazioni personali.
Roma 32.895 iscritti, Milano con 19.090 e Torino con 16.840 restano le città universitarie più amate dagli studenti del Sud.
Sarà perché in queste città la promessa di futuro sembra essere ancora convincente.
I numeri, se ci fosse ancora qualche dubbio, sono impietosi e messi nero su bianco.
Così, i nostri figli continueranno a partire e lo spopolamento diventerà irreversibile, ammesso che non lo sia già.
Con loro perdiamo le nostre migliori risorse, insieme a qualsiasi speranza per un futuro migliore per la nostra comunità e per l’intera Calabria.
E noi? Nel tempo proveremo a seguirli e forse saremo per loro una risorsa, se non altro per accudire i nipotini in una qualche metropoli, lontani dai luoghi d'origine.
Se un giorno dovessero chiederci se abbiamo fatto qualcosa per invertire la tendenza potremmo rispondere con orgoglio: "Perbacco! Certo che sì. Abbiamo fatto la fortuna dei politici rinunciando al diritto di cittadinanza, per accettare il ruolo di tifosi appassionati.
Così, mentre noi sui social litigavamo come fossimo in uno stadio, loro facevano la bella vita, riempiendoci di promesse, puntualmente disattese
."
Del resto, siamo gente del Sud, nel cuore portiamo l’amore per la nostra terra, in una mano la valigia e nell'altra ancora, purtroppo, il cappello.

PUBBLICATO 16/11/2025 | © Riproduzione Riservata



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