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Giochi di Natale

Foto © Acri In Rete
Angelo Bianco
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Ad Acri, a Natale, c’è un gioco che è andato per la maggiore, è sotto gli alberi di tutti e tutti ci hanno giocato, almeno una volta, o hanno visto giocare gli altri: è l’allegro oculista.
La regola era semplice, vince chi misura con più più precisione le diottrie politiche che mancano all’avversario politico, il jolly che fa perdere il banco è lo scotoma, a chi capita è fuori.
Io, l’esame universitario di clinica oculistica l’ho sofferto davvero tanto, è stato il mio ultimo, ho preso un risicato 22, confesso l’ignoranza di scotomi&affini e, quindi, passo.
Alla fine dei miei corsi di studi, ho preso un’altra specializzazione, che, nella risoluzione dei problemi, va dritto per dritto, non ammette tergiversazioni mediche e, allora, posso riproporre l’originale, l’antesignano: è l’allegro chirurgo, così resto nel mio.
Qualcuno vuole giocare con me?
La regola iniziale è semplice, funziona anche così nella realtà, bisogna ricercare la patologia che, poi, sarà da estirpare con le pinze con precisione e dominio di gesti.
Acri è malata e la sua patologia, gravissima, è chiara a tutti, sia a chi ha dieci decimi e sia chi ne ha di meno o ha uno scotoma o patologia affine: è una piaga da decubito, è la sua decadenza civica.
Per gli oculisti civici che ne ignorano la causa, la piaga si forma quando i tessuti vitali giacciono per troppo tempo su un lato del corpo, ostacolandone il flusso vitale di ossigeno e nel caso in essere, Acri, il lato affetto, su cui giace da tempo antico, è l’ignavia.
Al capezzale del nostro paese si sono seduti luminari clinici di ogni estrazione medica culturale, tutti sicuri della loro scienza e tutti hanno fallito.
 La piaga è diventata, ogni anno, sempre più purulenta ma nessuno di loro, oggi, ne riconosce la patente di “pietoso”, anzi.
In questi giorni di orgia medica faidate, ho letto le terapie di chi governa, di chi è all’opposizione e anche di battitori liberi, in medicina si chiamerebbero “cultori della materia”.
Non ho trovato differenze ma una sublimazione, invece, assoluta della retorica politica omeopatica: “noi faremo” e dall’altra parte “loro non hanno fatto” oppure “Acri sarà viva se ci saremo noi” e dall’altra parte “Acri è morta perché ci sono loro”.
Tutti, poi, producono, a suggello delle loro teorie, il ricordo fotografico di quanto è stata, quando, però, non c’era nessuno di lor scienziati della parola facile, e la traccia fotografica di quanto è adesso, da quando, invece, ci sono tutti.
Le piaghe da decubito scavano i tessuti, lentamente si infettano, diventano terreno di nutrimento e di arricchimento per batteri parassiti, sino ad arrivare all’osso quando non c’è più niente da fare, quando non c’è più niente da spolpare.
C’è un solo modo per evitarlo, ed è rimuovere tutto il marcio inorganico che c’è.
 C’è un solo modo per non curarla, ed è rimuovere solo l’apparente, lo strato superficiale, ad usar altra metafora, la polvere sotto il tappeto.
La differenza del risultato, che, però, può essere la vita o la morte, la fa la volontà di essere radicale o superficiale, previdenti o temporeggiatori, insomma, capaci o ignavi.
Adesso, fuor di metafora, ad Acri quali politici abbiamo avuto:
capaci o ignavi?
Perché Acri sta morendo?
È stucchevole il Ping-pong delle responsabilità che Capalbo&Co, da una parte, e l’opposizione, dall’altra, stanno offrendo alla nostra comunità.
C’è qualcuno, tra gli oculisti, che può dire di aver avuto una visione profonda delle criticità civiche del paese, sino in fondo alle sue ossature civiche?
E qualcun altro, tra i chirurghi, può dire di aver fatto pulizia totale dei tessuti non più vitali che ne hanno impedito la rigenerazione dalle sue fondamenta ormai putrefatte?
Metafora per metafora, se io oggi dovessi scegliere tra gli uni o gli altri, preferirei cambiare gioco che, poi, è quello che va per la maggiore in tutta Italia, perché ogni mondo è paese, tutti i giorni, anche quando non è Natale, e dove c’è una sola regola, è non votare nessuno, è: “Il triste elettore”!

PUBBLICATO 06/01/2026 | © Riproduzione Riservata



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