Stop a sanzioni e interessi: a Rende arriva la rottamazione dei tributi comunali. E ad Acri?
Redazione
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Mentre in molti Comuni italiani si discute di come alleggerire il peso fiscale sui cittadini, a Rende arriva una novità importante: l’amministrazione guidata dal sindaco Sandro Principe ha approvato per la prima volta il Regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali.
In parole semplici? Stop a sanzioni e interessi per chi decide di mettersi in regola con i tributi comunali. Una vera e propria “rottamazione” che consente ai contribuenti di chiudere i debiti pagando esclusivamente il tributo dovuto e le spese di procedura, con l’abbattimento di interessi, mora e oneri di riscossione. È prevista inoltre la possibilità di rateizzare l’importo fino a 60 rate bimestrali, rendendo l’adesione ancora più sostenibile per famiglie e imprese. Una misura che punta a due obiettivi chiari: • aiutare famiglie e imprese in difficoltà; • consentire al Comune di recuperare somme che, altrimenti, rischierebbero di restare inesigibili. La definizione agevolata rappresenta uno strumento di buonsenso amministrativo: meglio incassare il dovuto senza sanzioni, piuttosto che lasciare i crediti a marcire tra contenziosi e cartelle mai saldate. L’iniziativa dell’amministrazione di Rende segna un passaggio politico preciso: mettere i cittadini nelle condizioni di regolarizzare la propria posizione senza essere schiacciati da interessi e more che, spesso, raddoppiano o triplicano l’importo iniziale. E ad Acri? E qui arriva la nota dolente. Nel Comune di Acri, un provvedimento analogo non è stato adottato. Nessun regolamento per la definizione agevolata, nessuna rottamazione comunale, nessun segnale concreto verso chi vorrebbe mettersi in regola ma è frenato dal peso di sanzioni e interessi. La domanda, a questo punto, è inevitabile: se a pochi chilometri di distanza si è riusciti ad approvare un regolamento innovativo e favorevole ai cittadini, perché ad Acri no? • Se recuperare crediti è una priorità, perché rinunciare a uno strumento che altrove funziona? • È più efficace pretendere tutto – sanzioni comprese – o incassare subito almeno il dovuto? • Si preferisce forse mantenere una linea rigida anche a costo di lasciare somme non riscosse? In tempi in cui famiglie e attività commerciali affrontano difficoltà economiche evidenti, la differenza tra una politica fiscale “punitiva” e una politica fiscale “collaborativa” pesa. Eccome se pesa. La rottamazione dei tributi non è un regalo, ma un compromesso: il cittadino paga il capitale e le spese, il Comune rinuncia a sanzioni, interessi e oneri accessori, offrendo anche una rateizzazione ampia e sostenibile. È una scelta politica chiara, che a Rende è stata fatta. Ad Acri, invece, al momento, no. E forse è proprio questo il punto centrale: non si tratta di possibilità normativa, ma di volontà amministrativa. |
PUBBLICATO 21/02/2026 | © Riproduzione Riservata

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