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Verso le comunali. Primarie per la Maggioranza? Incontri serrati nel Centro Destra e nel Civismo

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Redazione
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L’uscita pubblica de “Il Laboratorio delle idee, Acri che vuoi e Ri – Generazione Acri”, ha accelerato le iniziative e le azioni in vista delle Comunali del 2027. Il primo a prendere posizione non poteva che essere il sindaco Capalbo che nei giorni scorsi, parlando a nome dell’intera Maggioranza di centro sinistra destra con pezzi di Massoneria, ha annunciato che il suo successore potrà contare sul almeno cinque Liste Civiche. Se a ciò si aggiungono poi una/due liste del sindaco, Psi, Articolo Uno, le liste in tutto potrebbero dieci in tutto ovvero centosessanta candidati alla carica di consigliere comunale. Un record. Pare che in tanti abbiano già firmato la delega. In bocca al lupo. Lo stesso Capalbo, che nell’allestimento delle liste è un vero stratega, ha anche scritto che nel caso di più candidati alla poltrona di sindaco, sarà messo in atto il metodo delle Primarie. La cosa non sembra impossibile visto che nella Maggioranza pare vi siano più contendenti alla poltrona più importante di palazzo Gencarelli. Insomma Capalbo, in modo frettoloso e prepotente, si prende una bella responsabilità a parlare a nome dell’intera Maggioranza anche se in questi quattro anni lo ha sempre fatto; Capalbo ordina, consiglieri e assessori eseguono. A distanza di ben diciassette mesi quello che può sembrare un azzardo non lo è. Capalbo ha voluto avvisare avversari ma soprattutto compagni di viaggio. Chi non vorrà sottoporsi alle Primarie, sarà libero di tentare altre vie. Dall’altra parte gli incontri si infittiscono. Il Centro Destra, con rappresentanti di Fi, Fdi, Udc e Idm, nei giorni scorsi ha tenuto un incontro. Non si è parlato di candidature ma solo di programmi. Acri che vuoi e Ri – Generazione sta sondando il terreno per individuare possibili candidati. Da tenere d’occhio gli ex sostenitori di Capalbo i vari Giacomo Cozzolino, Franca Sposato, Tullio Fusaro, Natale Viteritti, Luigi Cavallotti, Anna Miele, Rossella Iaquinta. Saranno della partita? Gli avversari dell’attuale Maggioranza, però, dovrebbero trovare la quadra altrimenti si rischia una nuova sconfitta. In attesa dei programmi ufficiali sembra di capire che i candidati alla poltrona di sindaco vorrebbero tanto " svecchiare " la classe dirigente compresa quella a capo di Enti sovracomunali, associazioni e fondazioni culturali. Del resto sembra giusto visto che qualche amministratore predica bene ma poi agisce male ovvero parla di giovani ma poi sponsorizza ultra 60enni che a loro volta sono a fianco della coalizione di centro sinistra destra e massoneria. Insomma, Capalbo non molla, vuole ancora incidere sulla vita politica e amministrativa della città, nel ruolo di consigliere o di assessore. Gli riconosciamo di aver fatto delle buone cose in quasi nove anni, probabilmente non tutto quello che la comunità si aspettava altrimenti gli avrebbe dato oltre 2300 voti. In questi giorni il sindaco Capalbo sembra una scheggia impazzita, posseduto da delirio di onnipotenza. Scrive in modo livoroso e spregevole, commenta a gamba tesa anche in circostanze che non gli competono, si contraddice, da lezioni di moralità e di giornalismo, si autoincensa. Le sue esternazioni, oramai, piacciono a pochi intimi cioè ai suoi fan più accaniti. Ad esempio, scrive che le critiche che gli arrivano da determinata stampa e dagli avversari gli scivolano addosso ed invece replica dopo appena cinque minuti. Accusa Acri in rete di essere di parte ( quale parte? ) ma non dice nulla su Associazioni, Fondazioni e Enti culturali che, invece di essere superpartes, lo sostengono pubblicamente da anni. Per il sindaco Capalbo essere dalla parte dei cittadini, riportare fatti, misfatti, indiscrezioni fondate, marchette, affrontare e scoperchiare questioni che altrimenti conoscerebbero in pochi, significa essere di parte. Evidentemente Capalbo e la sua Maggioranza di centro sinistra destra ( Pd, Articolo uno, Psi, Udc, Fi e pezzi di Massoneria ), sono allergici alle critiche, pretenderebbero un’informazione accondiscendente, megafono di Palazzo Gencarelli, che si occupasse solo di veline, ordinanze, copia incolla. Capalbo lo sa che Acri in rete da voce a tutti, spesso l’ha data anche a lui ( basta fare un facile e veloce riscontro ), fin quando l’Amministrazione Comunale non ha deciso di rivolgersi, legittimamente e dietro compenso, ad un’Agenzia di stampa di Rende per pubblicare l’attività istituzionale. Ha ragione Capalbo, talvolta il silenzio vale più di mille post. Farebbe bene ad iniziare lui.

PUBBLICATO 26/01/2026 | © Riproduzione Riservata



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