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Long list di esperti esterni. Poca trasparenza e legittimi dubbi

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Redazione
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Il 27 agosto 2025 il Comune di Acri, pubblicava un avviso pubblico finalizzato alla costituzione di una long list di esperti da impiegare nell’ambito dei servizi sociali territoriali, rivolto a educatori, psicologi, istruttori amministrativi, mediatori linguistici e culturali, esperti in monitoraggio, in rendicontazione e assistenti sociali. Sulla procedura selettiva, emergono alcune perplessità.
Ci siamo confrontati, in tal merito, con una delle candidate per il profilo di Psicologo, la dott.ssa Giulia Forte.
La selezione - ci dice - si è articolata in una fase di valutazione di titoli ed esperienze maturate dai candidati, in particolare all’interno degli Ambiti Sociali Territoriali, e un successivo colloquio volto ad accertare le competenze specifiche.
Il colloquio si è svolto mediante estrazione da busta chiusa di due temi da sviluppare. Nel caso specifico, una delle tracce estratte riguardava la programmazione dell’intervento psicologico, quesito altamente specialistico della professione psicologica, per cui ci si chiede a quale titolo e guidati da quali conoscenze tecniche i tre commissari abbiano potuto valutare la conoscenza specifica degli argomenti richiesti, uno dei criteri adottati, considerando che tra loro non sembrano esserci tecnici esperti in ambito socio-psico - pedagogico.
Altro aspetto rilevante - afferma Forte - i criteri per l’attribuzione dei punteggi non sono mai stati resi noti e ne sono venuta a conoscenza solo dopo formale accesso agli atti, consentito allo scadere dei termini e dopo vari solleciti.
Questa la griglia di valutazione: 3 criteri, ognuno con punteggio da 0 a 4.
Nella graduatoria finale si leggono, per alcuni candidati, punteggi complessivi quali 11,66 e 6,33 per i quali è legittimo che, al di là della possibilità matematica, ci si chieda di che media si tratti, se ci siano stati pesi diversi per i commissari, da quali dettagli siano scaturiti i decimali e, soprattutto, perché la metodologia non sia stata resa trasparente al principio. Impossibile, quindi, ricostruire il percorso valutativo seguito dalla commissione.
I dubbi qui esposti
- aggiunge Forte - non mirano a contestare i singoli risultati ma a porre l’accento sull’importanza delle procedure selettive pubbliche che dovrebbero essere comprensibili e trasparenti, elementi qualificanti per garantire equità e credibilità.
Ai lettori
- conclude Forte - l’ennesima riflessione.”

PUBBLICATO 12/02/2026 | © Riproduzione Riservata



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