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Giuseppe Donato
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Domenica mattina. Mentre finisco di scarabocchiare sui vetri come Russel Crowe nella meravigliosa interpretazione del matematico statunitense John Forbes Nash jr nel film A beautiful mind del 2001, mia moglie incomincia a cercare su internet i recapiti telefonici dei migliori istituti psichiatrici della zona, prima di interpretare i miei appunti come l’ennesimo gioco di società adattato alla situazione tributaria locale.
Proprio ieri, 28/2/2026, è stata pubblicata sulla GU n. 49 Serie Generale la conversione in legge (26/2026) del Milleproroghe 2026 (DL 200/2025) inerente alle disposizioni urgenti in materia di termini normativi. Nulla di strano, in effetti, se si esclude l’emendamento targato ANCI che prevedeva inizialmente la proroga al 15/12/2025 del termine per la pubblicazione sul portale del federalismo fiscale delle delibere tariffarie relative alla Tari 2025 approvate entro il 30/6 e solo successivamente, in sede di conversione del decreto milleproroghe, aggiustava il tiro proponendo la data del 31/12/2025 come termine ultimo per la presentazione e quella del 16/1/2026 per la pubblicazione utile a conferire efficacia alle delibere sanate dal provvedimento. Il legislatore si è spinto addirittura oltre le rosee e tuttavia contenute previsioni dell’Associazione impegnata a rappresentare le istanze dei comuni italiani, immolatasi nel garantire la stabilità dei bilanci e la tutela dei funzionari incappati in meri errori materiali, secondo la prima proposta di emendamento, virando in un secondo momento verso la più lieve motivazione riconducibile a difficoltà di carattere amministrativo finendo per sottrarre responsabili finanziari e segretari comunali dal peso della croce concernente il rischio di danno erariale. Da qui l’idea di ricostruire quanto avvenuto, nella fattispecie prendendo in esame il Comune di Acri, tra il dicembre 2024 e la nuova data di efficacia per le delibere pubblicate in ritardo nel 2025, riassumendo in un accattivante tabellone il testo esplicativo che segue. 20/12/2024: Viene approvata con i 10 voti favorevoli dell’allora maggioranza, 4 contrari e 3 assenti, la delibera con la quale si stabiliscono le tariffe della Tari per l’annualità 2025, in aumento rispetto al 2024 per l’incremento attribuito ai costi di conferimento extraregione e al caro energia. Si prosegue spediti fino all’estate del 2025, quando nelle case degli acresi arrivano le bollette di acconto per la Tari 2025, scatenando le prime timide proteste dei cittadini per il rincaro rilevato sulle utenze domestiche che sfiora il 40% per quanto concerne la parte variabile della tariffa relativa ai nuclei familiari fino a 2 persone. 14/10/2025: Scatta il termine ultimo per trasmettere le tariffe dei tributi al portale del federalismo fiscale, dove entro il 28/10/2025 devono risultare pubblicate le delibere che altrimenti diventerebbero inefficaci per l’anno in corso generando l’inapplicabilità delle tariffe approvate, facendone slittare l’utilizzo con decorrenza 1° gennaio 2026 e costringendo l’amministrazione ad applicare le tariffe precedentemente vigenti. È il caso del Comune di Acri, per il quale le tariffe risultano pubblicate nell’apposita sezione del sito finanze.gov.it in data 26/11/2025 con tanto di nota esplicativa che ne comunica l’inapplicabilità per il 2025, avendo superato il termine del 28/10. La distrazione amministrativa non impedisce all’ente, tuttavia, di emettere nel dicembre 2025 bollettazione a saldo con richiesta di versare quanto dovuto in un’unica soluzione, scorporando quindi quanto già incassato con la bollettazione in acconto. E si verifica l’imponderabile. Qualcuno fa notare a mezzo stampa che le risultanze di una semplice e rituale interrogazione del sito ministeriale finanze.gov.it, rilevano l’inapplicabilità delle tariffe approvate a dicembre del 2024 e quindi un doppio errore di bollettazione che diventa triplo con il ricorso al pannicello caldo della rateizzazione di un debito non dovuto perché non rapportato alle tariffe corrette. Il front office dell’Ufficio Tributi viene preso d’assalto e c’è chi correttamente richiede il ricalcolo delle bollette con le tariffe approvate nell’aprile del 2023, rimaste vigenti anche nel 2024 per la mancata pubblicazione delle relative delibere tariffarie, come si evince sempre dall’interrogazione del sito ministeriale di cui sopra. Il 30/12/2025 si approvano le tariffe per il 2026 che rimangono immutate rispetto al 2025 e la discussione relativa all’affaire Tari 2025 si arena sulla possibilità di accedere a una sanatoria istituzionale che aveva già caratterizzato il 2023 e il 2024, spostando il termine ultimo per la pubblicazione delle delibere sul portale del federalismo fiscale al 30/11, derogando per la terza volta al termine “perentorio” contenuto nell’art.13, comma 15-ter del DL 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 214/2011 e all’art. 1 commi 762 e 767 della legge 160/2019, con la quale si sancisce che a decorrere dall’anno 2020 il termine per la presentazione delle delibere tariffarie è il 14/10 di ogni anno per consentirne la pubblicazione entro il 28/10. Peccato che già nel 2020, a causa del Covid-19, i termini siano slittati rispettivamente al 31/12/2020 e al 31/1/2021, introducendo la parolina magica “limitatamente” accompagnata dalle annualità per le quali si intendeva derogare a quanto perentoriamente stabilito dalla normativa vigente in materia di tributi locali. Ritroviamo, infatti, la stessa parolina magica nei provvedimenti di deroga che spostano al 30/11/2023 e alla stessa data del 2024 il termine ultimo per la pubblicazione delle delibere tariffarie relative alla Tari, con una differenza nella data di efficacia degli atti sanati che diventa il 15/1/2024 per le delibere ripescate dal 2023 e il 7/2/2025 per quelle ripescate dal 2024. Quest’anno il legislatore, emendando il DL 200/2025 convertito nella legge 26/2026 entrata in vigore in data 1/3/2026, si è brillantemente superato spingendosi oltre le ipotetiche colonne d’Ercole delle scadenze tributarie, non solo recuperando le delibere tardivamente pubblicate nel 2025 ma riaprendo addirittura i termini per la presentazione di eventuali delibere approvate entro il 30/6/2025 ma non pubblicate affatto nello stesso anno, scatenando di fatto la corsa alla redenzione delle amministrazioni colpevoli di omessa pubblicazione, fino alla data del 6/3/2026 elevata a termine ultimo per consentire al sito ministeriale di pubblicare entro il 16/3/2026 quanto emergerà dalla giungla dell’ennesima e terza di seguito deroga, ammesso che basta ricorrere al termine “limitatamente” per costringere il disatteso “perentorio” a battere in ritirata per sanare i “meri errori formali” trasformati dall’ANCI in “difficoltà di carattere amministrativo”! Non ci resta che attendere la nuova bollettazione della Tari 2025 con decorrenza 16/3/2026: Pronti? Via! |
PUBBLICATO 03/03/2026 | © Riproduzione Riservata

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