OPINIONE Letto 684  |    Stampa articolo

Veritas liberabit

Foto © Acri In Rete
Angelo Girardi
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Nel giorno in cui abbiamo fatto memoria di quanti si sono spesi fino alla fine per garantire futuro e libertà al nostro paese, pace e sicurezza, memoria e consapevolezza, fiducia e serenità, il 25 aprile non può essere una mera ricorrenza che ci aiuta a ricordare quello che è stato l’oscuro ventennio fascista. Questa data va necessariamente contestualizzata. I valori e i principi di cui è portatrice, i quali sono impressi nella Carta Costituzionale, si presentano come indispensabili e inviolabili.
Non possiamo non volgere lo sguardo ai tanti teatri di guerra che vedono protagonisti molti innocenti martoriati da logiche assetate di potere.
La sete di potere non garantisce libertà, la stessa che molti uomini e donne si sono conquistati con sudore e sacrifici.
Il desiderio di poter avere tutto sotto controllo, di dominare il mondo è una proposta , una tentazione, che Sant’Ignazio di Loyola avrebbe attribuito allo spirito cattivo. Infatti, Gesù stesso rifiuta la proposta del tentatore nel deserto quando dice “tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”, poiché “sta scritto infatti: ‘Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto’”. Gesù, vero Dio e vero uomo, è libero. Gesù non cade nella tentazione dell’idolatria alla stregua del Popolo d'Israele nel deserto; Egli non si lascia abbagliare e infatuare dalla voce del tentatore antico come Eva nel giardino. Egli è profondamente libero dalle dinamiche del peccato e della morte, che non hanno più l’ultima parola vista la luce vittoriosa della Risurrezione. Sì, Gesù, il Figlio del Padre, è il Risorto e ci ha resi liberi, liberi dalle tradizioni farisaiche; da una morale attenta solo agli usi ed ai costumi piuttosto che alla carità, all’amore; liberi da occhi giudicanti per uno sguardo pieno di compassione per quell’umanità.
Gesù non si piega al potere ma sceglie la libertà.
Quindi oggi, mi chiedo, considerato il dibattito politico locale, festeggiare il 25 aprile forse significa ricordare quanto accaduto? Se fosse così sarebbe giusto ma non basterebbe. Forse significa alzare una bandiera? Forse non lo so.
Tuttavia, ciò non basta, perché questa ricorrenza, la memoria del 25 aprile 1945, non può essere qualcosa da incorniciare, poiché il dibattito politico che i social e mezzi di comunicazione ci consegnano, offrono un panorama alquanto differente da quello della liberazione. A parer mio, sembra proprio che la tanto ostentata libertà non sia una realtà concreta. Si sarebbe veramente liberi se si vivesse il servizio alla cosa pubblica, la Politica, prossimi alle ragionevoli esigenze del cittadino; si sarebbe veramente liberi se si vivesse lontani dalle logiche di potere e di interesse personale; si sarebbe veramente liberi se vivessimo il nostro stare nella società con verità.
Ecco che le ultime battute del film “Viva l’Italia”, forse non fanno parte dei titoli di coda.

PUBBLICATO 26/04/2026 | © Riproduzione Riservata



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