COMUNICATO STAMPA Letto 1580  |    Stampa articolo

Meriti o Demeriti?

Foto © Acri In Rete
Anna Vigliaturo
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Chi amministra viene spesso celebrato per i meriti e, soprattutto, ricordato per i demeriti.
Tra i meriti spiccherà sicuramente la prontezza nel rispondere, senza se e senza ma, non solo — forse anche giustamente — alle provocazioni, ma anche e soprattutto a quanti osservano e raccontano le vicende politiche, e non solo, della nostra città. A quanti scrivono non per il semplice gusto di attaccare o denigrare, ma con l’intento di denunciare e di richiamare l’attenzione su problemi reali, nella speranza che qualcosa possa finalmente cambiare nell’interesse generale e non in quello puramente personale.
Senza dubbio si può passare alla storia per essere stato il consigliere eletto più volte sia al Comune sia alla Provincia, oltre che il primo sindaco rieletto.
È altrettanto vero, però, che si può passare alla storia non solo per le cariche ricoperte, ma anche per le cose fatte — e per quelle non fatte — durante i tanti anni di governo.
Nove anni non sono pochi.
Un Comune in dissesto — direbbe prontamente, quasi a voler giustificare molte scelte — ed è vero. Ma di anni ne sono passati tanti e, soprattutto, la ripartenza dal dissesto e i fondi arrivati grazie alla pandemia hanno certamente rappresentato un’occasione e un sostegno importante.
Allora è lecito che un cittadino si chieda, e faccia notare, che la città in cui viviamo, sotto molti aspetti, non è più sicura come dovrebbe essere.
I disservizi sono numerosi: strade e quartieri poco illuminati, con evidenti rischi per pedoni e automobilisti; scarsa o assente illuminazione anche il sabato sera sul corso principale dove si ritrovano i giovani; la presenza di cani randagi, che spesso scoraggia o impedisce alle persone di uscire a piedi; la frequente mancanza d’acqua in diverse zone della città, nonostante i “pluriannunciati” interventi risolutivi.
Le strade restano dissestate e piene di buche, nonostante gli interventi di asfaltatura “elettorale” realizzati grazie al mutuo; molte aree del centro storico rimangono in stato di incuria, nonostante le promesse di riqualificazione; i marciapiedi sono dissestati e a breve saranno invasi dall’erba, che — come lo scorso anno — verrà tagliata solo a fine luglio.
Nel frattempo, però, si pretenderà – giustamente - dai cittadini di pulire l’erba dai propri fondi per evitare incendi e di occuparsi della manutenzione delle aree cimiteriali, mentre il resto del cimitero appare abbandonato.
In un momento storico così delicato, in cui i prezzi aumentano e l’economia soffre in tutti i settori, come cittadini è lecito chiedersi se come ente si stia valutando la possibilità di aderire alla rottamazione, come previsto dalla finanziaria e così come stanno facendo diversi amministratori?
È lecito chiedersi perché, pur essendo un comune virtuoso nella raccolta differenziata, non si riesce a trovare un modo per premiare chi differenzia, mentre l’unico “riconoscimento” che si riceve è un aumento della bolletta ogni anno?
È lecito chiedersi se dobbiamo affidarci soltanto alle associazioni, che svolgono un lavoro egregio in tutti i settori, per risollevare la nostra città dal punto di vista economico, sociale e culturale, oppure se esiste un’amministrazione davvero capace di programmare e prendere decisioni determinanti per noi e per i nostri figli?
Porsi domande è segno che questa Città esiste e vive. Ai tanti meriti e demeriti già citati, si potrebbe aggiungere il merito di saper ascoltare chi si interroga, chiede e solleva questioni, senza accettare passivamente l’immobilismo di chi dovrebbe guidare la città nell’interesse esclusivo della sua gente. E forse, una volta tanto, sarebbe il caso di essere ascoltati.

PUBBLICATO 11/03/2026 | © Riproduzione Riservata



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