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Il terzo mandato e l'illusione della continuità

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Giuseppe Ferraro
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Quindici anni alla guida di una città non sono una semplice estensione amministrativa: sono quasi una generazione. Quando si discute di consentire il terzo mandato ai sindaci dei Comuni sopra i 15 mila abitanti, si fa spesso appello alla continuità dei progetti o alla sovranità dell’elettore, ma si dimentica la vera ragione per cui questo argine fu concepito nel 1993: bilanciare i poteri enormi attribuiti con l’elezione diretta.
Il nodo centrale non riguarda la stima per il singolo amministratore o le sue buone intenzioni, bensì la tenuta dell’intero sistema democratico. Una democrazia sana non misura la propria forza sulla longevità di chi governa, ma sulla sua capacità di garantire alternanza, trasparenza e pari condizioni nella competizione elettorale.
In un arco di tre lustri, il confine tra gestione della cosa pubblica e consolidamento di un sistema personale si fa inevitabilmente poroso. Chi amministra ininterrottamente per quindici anni finisce per tessere legami strutturali con l’apparato burocratico, dove nomine dirigenziali e avanzamenti di carriera rispondono a un unico centro decisionale. Allo stesso modo, il controllo prolungato di varianti urbanistiche, concessioni, appalti e incarichi professionali genera una rete fittissima di dipendenze economiche locali. In un simile contesto, ciò che dovrebbe rappresentare un diritto rischia di essere percepito, consciamente o meno, come una benevola concessione del potere.
Il risultato più insidioso è l’asimmetria competitiva. Un sindaco uscente dopo dieci anni di visibilità costante e di gestione diretta delle risorse gode di un vantaggio elettorale sproporzionato rispetto a qualsiasi sfidante. La competizione cessa di essere ad armi pari e la politica locale finisce per atrofizzarsi: le migliori energie civiche, i giovani e le voci critiche scelgono di disimpegnarsi di fronte a un blocco di potere percepito come inattaccabile, creando attorno all’amministrazione un deserto di idee e di ricambio.

PUBBLICATO 02/09/2026 | © Riproduzione Riservata



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