Capalbo, tris di sconfitte
Redazione
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Ad Acri c’è chi colleziona successi e chi, invece, sembra aver aperto una raccolta punti... al contrario. Il protagonista di questa singolare maratona elettorale è il sindaco Pino Capalbo, reduce da tre competizioni in pochi mesi e da un risultato che definire poco brillante sarebbe già un esercizio di generosità.
Il primo round si gioca alle regionali: Capalbo si ferma al terzo posto nella lista del Partito Democratico. Un piazzamento che, preso da solo, potrebbe anche passare inosservato. Ma il contesto lo trasforma in qualcosa di più significativo: la lista dem riesce a portare in Consiglio regionale una sola eletta, Rosellina Madeo. Insomma, pochi voti, pochi eletti e Capalbo resta fuori dal giro che conta. Più che una corsa, una passeggiata… senza traguardo. Secondo capitolo: le Provinciali. Qui la trama si fa ancora più amara. Il sindaco non riesce a riconfermarsi nel consiglio provinciale, perdendo un’altra pedina importante sullo scacchiere politico. Due tentativi, due stop. A questo punto, più che una coincidenza, sembra l’inizio di una tendenza. E poi arriva il referendum, il vero colpo di scena. Contro le indicazioni del suo stesso partito, Capalbo decide di seguire la linea dell’europarlamentare Pina Picerno e vota “Sì”. Una scelta che poteva segnare una svolta o almeno un distinguo politico. E invece no: terza competizione, terza sconfitta. Un filotto perfetto, se non fosse per il verso sbagliato. Tre appuntamenti elettorali, tre risultati negativi. Una sequenza che fa rumore e che alimenta più di qualche interrogativo. Perché in politica perdere può capitare, ma perdere sempre, e in così poco tempo, è un segnale difficile da ignorare. Il punto, forse, non è solo il risultato in sé, ma quello che rappresenta: la sensazione crescente che il sindaco non riesca più a incidere sul territorio come un tempo. Quella capacità di orientare consenso, di essere riferimento, di spostare equilibri sembra oggi appannata. Ad Acri, intanto, il clima è cambiato. E mentre Capalbo prova a riorganizzare le idee, facendo entrare in maggioranza Sinistra Italiana con Angelo Giovanni Cofone sugli scudi, gli elettori sembrano aver già iniziato a guardarsi intorno. Perché la politica, si sa, è fatta anche di cicli. E quando una fase sembra chiudersi, il rischio è di restare fermi… mentre gli altri vanno avanti. Questa volta inciuci, trasversalismi, prepotenza, arroganza, potrebbero non bastare... |
PUBBLICATO 24/03/2026 | © Riproduzione Riservata

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