Il NO vince, i giovani pure
Franco Bifano
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Alla fine il NO ha vinto. Nonostante tutto. Nonostante la propaganda i toni allarmanti. A fare la differenza, sono stati proprio loro, i giovani. Quelli che “tanto non votano”, quelli “impegnati solo sui social”, quelli che “non capiscono”.
E invece eccoli lì, puntuali e determinati. Con lucidità, non solo hanno dato una lezione di maturità che dovrebbe mettere in imbarazzo molti adulti, ma, soprattutto, non si sono fatti scoraggiare. Perché, vale la pena ricordarlo, ai fuori sede non era stata concessa la possibilità di votare. Qualcuno contava sull’astensionismo, invece no. Con grande caparbietà molti di loro hanno preso treni, autobus, e forse anche passaggi improvvisati per fare una cosa semplicissima, tornare a casa ed esercitare un diritto di voto. Cosi, oltre al voto, hanno anche mandato un messaggio molto concreto. Destinato a chi, negli anni, non ha avviato politiche per loro e non li ha mai ascoltati davvero, convinto che sarebbe bastata una “comparsata” da Fedez portarli al guinzaglio. Non ha funzionato! E dire che non era nemmeno facile orientarsi tra allarmismi e un mare di bugie. Stupratori pronti al ritorno in massa, pedofili in libera uscita di eserciti di immigrati a invadere il paese. Mancavano solo le cavallette e la grandine di fuoco. Eppure, hanno saputo distinguere. Hanno intuito che la cosiddetta “separazione delle carriere” non era semplicemente una riforma per migliorare l’efficienza della giustizia, era un vero e cavallo di Troia con dentro la possibilità di un controllo della politica sulla magistratura. Ora eccoci qui, a risultato acquisito cadono le prime teste. Gente fino a ieri intoccabile, oggi accompagnata alla porta senza tanti complimenti. Delmastro e Bartolozzi, grazie e tanti saluti. Resiste la Santanchè aggrappata con i le unghie e con i denti alla poltrona. Vedremo ancora per quanto. Fa quasi tenerezza Antonio Di Pietro, passato da faro di “mani pulite” a moccolo della campagna del Si. Che differenza di stile, invece del dottor Gratteri. Attaccato, insultato, denigrato Ma mai intimidito. Del resto non ci sono riuscite le mafie, difficile pensare che potessero farcela giornali e giornalisti al servizio della politica. A proposito di giornalisti, il temerario Mario Sechi poteva perdere l’occasione di collezionare l’ennesima figura? Certo che no! Infatti dichiarato: “ha vinto il NO grazie ai giovani “coltivati” in scuole e università e grazie al Sud attaccato al reddito di cittadinanza e pensioni di invalidità”. Simpatico come può essere un gatto con la rogna, che ti ritrovi caparbiamente attaccato ad un testicolo. |
PUBBLICATO 25/03/2026 | © Riproduzione Riservata

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