Un anno senza Francesco
Franco Bifano
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Un anno fa Papa Francesco ci ha lasciato senza clamore, quasi in punta di piedi, come fanno quelli che partono e non vogliono svegliare chi dorme. Negli ultimi giorni, avvolto da un semplice poncho argentino, seduto su una carrozzella, era entrato nella Basilica di San Pietro. Un’immagine di fragilità che, forse, vale di molto di più di tante encicliche. Bergoglio, è stato un Papa che non ha mai cercato la grandezza, ma vicinanza. Non è stato un teologo alla Ratziger. Il suo sguardo era soprattutto verso i poveri, verso chi vive ai margini. Una scelta evangelica, profondamente in sintonia con gli insegnamenti di Gesù.
Francesco ha provato a far camminare la Chiesa in mezzo alla gente, di farle percorrere la faticosa strada dei dimenticati delle periferie, degli ultimi. Perché per lui il Vangelo non era solo un libro da custodire, ma una strada da percorrere. Chiedeva un cambiamento vero, non solo a parole, una profonda conversione. Il 22 dicembre 2014, negli auguri natalizi alla curia romana, pronunciò uno dei discorsi più forti del suo pontificato. Con coraggio elencò quattordici “malattie” che potevano colpire la Chiesa. Dal carrierismo spirituale, alla mondanità, dal pericolo della doppia vita, alla malattia della vanagloria e della rivalità. Parole dure, ma necessarie. Francesco è stato un Papa scomodo, criticato e isolato da ipocriti, carrieristi curiali e dalle lobby. Quelli che predicano la povertà ma vivono nel lusso, che parlano di pace ma benedicono le armi. Sepolcri imbiancati, li avrebbe chiamati Gesù. Ci ha lasciato nel giorno in cui la tradizione celebra gli Angeli, i messaggeri. Forse, non è stato un caso, perché Bergoglio è stato il Papa dei messaggi universali. Pace, disarmo, giustizia, cura del pianeta e attenzione per chi resta indietro, sono state le Parole ripetute fino alla fine. E’ passato un anno. Nel frattempo il Mondo è impazzito, travolto tra guerre, egoismi, arroganze e prepotenza. Eppure, per chi lo ha amato, Francesco non è mai andato via davvero. La sua presenza resta nella scia che lascia il profumo della misericordia. Un profumo che non si vede, ma che continua ad indicare la strada. |
PUBBLICATO 21/04/2026 | © Riproduzione Riservata

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