OPINIONE Letto 88  |    Stampa articolo

Settembre, di nuovo: la scuola che verrà

Foto © Acri In Rete
EffeEffe
condividi su Facebook


Ogni anno, a settembre, la scuola italiana ricomincia con lo stesso rito: campanelle, zaini nuovi, elenchi delle classi affissi ai cancelli. Sotto questa superficie familiare, però, c'è un'istituzione profondamente diversa da quella di trent'anni fa: non necessariamente migliore o peggiore, ma più pesante, più complicata, più burocratica. Dagli anni Novanta a oggi la scuola italiana ha attraversato un numero impressionante di riforme: l'autonomia scolastica, la Moratti, la Gelmini, la "Buona Scuola", e una lunga serie di decreti attuativi e circolari. Ogni riforma nasceva con l'intenzione di semplificare e modernizzare. Il risultato, sommato nel tempo, è stato spesso l'opposto: un insegnante di oggi si confronta con adempimenti che trent'anni fa non esistevano.. La tanto decantata"autonomia", presentata come panacea di tutti i mali si è tradotta nei migliori dei casi in burocrazia, nei peggiori in un'azienda impegnata a creare iscrizioni per non perire in accorpamenti . I presidi sono diventati manager aziendali più attenti ai numeri che alla qualità della didattica, gli studenti sono passati da essere utenti a clienti da soddisfare.. Così la macchina si appesantisce, riforma dopo riforma, mentre il tempo che un insegnante può dedicare alla relazione con gli studenti si assottiglia — eroso da un apparato che cresce in nome di esigenze legittime (trasparenza, valutazione, qualità) ma che finisce per produrre l'effetto opposto: meno tempo per insegnare, più tempo per documentare di aver insegnato. Non è nostalgia per un passato ma una riflessione, in questo ennesimo settembre, se il modo in cui proviamo a migliorare la scuola stia davvero ottenendo l'effetto voluto, o se non stia solo spostando il peso su un corpo docente sempre più occupato a rendicontare il proprio lavoro, e sempre meno libero di farlo. Nonostante tutto, settembre resta un mese di inizio, non di bilancio. Agli studenti, l'augurio è di trovare in classe qualcosa che valga la pena imparare. Ai docenti l'augurio è di ritrovare il senso profondo del proprio lavoro. Alle famiglie, l'augurio è di guardare a questo nuovo anno con fiducia, sapendo che la qualità di una scuola si misura ancora nella qualità delle persone che la abitano ogni giorno.

PUBBLICATO 13/09/2026 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 88  
Settembre, di nuovo: la scuola che verrà
Ogni anno, a settembre, la scuola italiana ricomincia con lo stesso rito:.... ...
Leggi tutto

I PENSIERI DI PI GRECO  |  LETTO 126  
Nulla e' più come prima
L' essenza della vita e' il mutamento. Il divenire cosmico ed umano. Natura e.... ...
Leggi tutto

FUORI ROTTA  |  LETTO 907  
Cronache dal paese del Nettuno indeciso
C'era una volta un piccolo comune italiano che, in uno slancio di ambientalismo artistico monumentale, decise di sostituire una fontana con zampillo con un imponente Nettuno fatto di rottami riciclati ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 850  
72 ore d'inferno sulla barella: calabresi, fino a quando resterete a guardare?
Non servono manifesti elettorali, slide patinate o gli annunci trionfalistici con cui la presidenza della Regione Calabria prova quotidianamente a riscrivere la realtà. Basta un autoscatto rubato alla ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 1741  
Da oggi a pieno regime la Casa della Comunità. Più servizi, più salute
Da oggi apre ufficialmente la Casa della Comunità ubicata al primo piano del.... ...
Leggi tutto