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Dal (Terzo) Paradiso all'Inferno

Foto © Acri In Rete
Redazione
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Spesso, come in questi casi, i progetti innovativi e ambiziosi, se non vengono supportati da persone capaci e competenti, fanno una brutta fine.
A volte persino grottesca. È il caso del cosiddetto Terzo Paradiso, dove giocano un ruolo importante il poeta Franco Arminio, cittadino onorario di Acri dal 2019, e l’artista Michelangelo Pistoletto, ideatore del progetto.
Siluna Fest (di cui si sono perse le tracce) e amministrazione comunale, assessorato alla cultura, scelgono il sito per piantare 58 Pini Larici, simboli della Sila.
Nel 2018 avviene l’installazione in Sila Greca, località Filiciuzzi, disposti a formare il simbolo dell'infinito. Il simbolo, composto da tre cerchi consecutivi, vede i due opposti (natura e artificio) incontrarsi nel cerchio centrale, proponendo una nuova visione di equilibrio per l'umanità.
Il Terzo Paradiso, insomma, è la terza fase dell’umanità che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura.
Il Progetto è supportato (anche dal punto di vista economico) dal Gal Sila, dalla Ciclovia dei parchi, menzionato anche sulla Guida turistica, dall’amministrazione comunale da Enti e privati.
Il sito diventa meta di turisti, semplici cittadini, istituzioni, feste, sagre, incontri, dibattiti.
Un noto imprenditore del posto, per diverso tempo ed in modo completamente gratuito, si occupa della manutenzione dell’area provvedendo alla pulizia, all’innaffiamento e per giunta all’illuminazione degli alberi con il concreto aiuto del Siluna Fest.
Il sito, quindi, è funzionale ed arredato con apposita segnaletica e da lustro all’intero territorio ed all’amministrazione comunale che ribadisce il proprio impegno per la sua valorizzazione e promozione.
Varie, infatti, sono le iniziative a livello regionale e nazionale. Oggi, a distanza di otto anni, in quella area i pini non ci sono più e l’area è ritornata ad essere un campo verde.
Nel 2023, difatti, i promotori, chissà per quale ragione, decidono di espiantare una parte cospicua di alberi (distruggendo, di fatto, il simbolo) per trasferirli alle porte di Acri, località Caccia, all’interno dell’omonimo Parco.
Oggi, come si evince dalle foto, il loro stato di salute è pessimo. Il Terzo Paradiso, quindi, è stato smantellato senza che gli amministratori, soprattutto gli assessorati all’ambiente, alla cultura e al turismo, abbiano mosso un dito.
Alla fine il Progetto originario si è rivelato un vero e proprio fallimento, sia dal punto di vista ambientale che turistico, o al massimo un piccolo tornaconto personale solo per gli organizzatori.
Chissà cosa ne pensa la Cittadellarte - Fondazione Pistoletto. Siamo certi che Pistoletto e Arminio ignorino questo scempio e la fine mortificante del Terzo Paradiso della Sila Greca.
Resta una domanda: possibile che anche ottime idee, sostenute da una forte sinergia tra pubblico e privato, possano essere distrutte dalla mala politica, dall’improvvisazione e da quel vizio tutto locale di inaugurare progetti monumentali per poi lasciarli appassire?
Perché, alla fine, il vero paradosso è che il Terzo Paradiso non lo ha cancellato la natura.
Lo ha cancellato chi doveva custodirlo. Con una certa coerenza, verrebbe da dire… infinita.


Com'era...


Com'era...


Installazione smantellata...


Tabella descrittiva...


Sito attuale...


Sito attuale...



PUBBLICATO 24/04/2026 | © Riproduzione Riservata



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