Così la democrazia lentamente muore
Franco Bifano
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La politica, si sa, ha le sue dinamiche. Fin qui, niente di nuovo. Il problema è che, col passare del tempo, capirle diventa sempre più complicato un po’ come decifrare i geroglifici o il cirillico.
Se guardiamo al panorama nazionale, il centrodestra unito ha una sua linea politica chiara e comprensibile: Tutti dietro al capo! In questi anni, per quanto non siano venuti meno e non manchino mugugni e distinguo, alla fine la linea è sempre la stessa: marciare uniti. Da qualche tempo c'è la novità Vannacci, figlio ingrato dell’inutile Salvini. Non starò qui a declinare le “doti” del generale troglodita che a mio parere merita un articolo a parte. Il centrosinistra ha dei leader che sembrano continuare a vivere in uno stato di continua ricerca spirituale, come eremiti sulla montagna. A meno di un anno dalle elezioni non sono riusciti a definire un programma condiviso né a individuare una figura da proporre agli elettori come candidato alla Presidenza del Consiglio. La Sinistra e il casting infinito dell’Isola dei famosi. A complicare il quadro ci pensano il “diversamente genio” Matteo Renzi e il "ballerino" Carlo Calenda. Quest’ultimo recita la parte dell’oppositore al Governo, salvo poi concedersi ammiccamenti rivolti direttamente alla Meloni. Lo spavaldo Renzi invece è utile alla sinistra (al PD in particolare) come una zanzara è utile in estate. Tra meno di un anno anche la comunità acrese sarà chiamata alle urne. Se dalle vicende nazionali ci spostiamo a quelle locali, il quadro politico incredibilmente si capovolge completamente come un calzino. Il centrodestra locale è ancora alle prese con il problema più antico della politica: Chi comanda? Ancora oggi non si intravede un programma condiviso , men che meno un candidato alla carica di sindaco unanimemente riconosciuto. Quando nel pollaio sono diversi i galli in competizione il rischio è che, mentre i galli discutono, le galline decidono di andare a fare le uova nel cortile del vicino. Il centrosinistra con qualche “sfumatura” virante a destra, dall’alto di dieci anni di continuità amministrativa, può vantare una leadership consolidata quanto a termine. Tuttavia, questo non vuol dire che non siano in corso turbolenze. Esiste, infatti, una questione politica che fino a ieri appariva quasi granitica: Sinistra Italiana sedeva orgogliosamente all’opposizione. In questi anni, infatti, non ha fatto mai mancare pesanti critiche all’operato dell’Amministrazione. Addirittura in qualche occasione è arrivata alle carte bollate e persino in Tribunale. Oggi invece, in nome della convergenza progressista, insieme a Italia Viva (?) prova a costruire un percorso comune all’interno della maggioranza. Un passaggio che non sta avvenendo senza traumi. Due assessori hanno rassegnato le dimissioni mentre la capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale ha preso le distanze da queste operazioni. Inevitabilmente, si è accesa la polemica politica e non è mancata qualche prefica. È evidente che tutto questo agli occhi dei cittadini può apparire contraddittorio, persino contorto. Ma certa politica, si sa, è una scienza raffinata, spesso non alla portata dei comuni mortali. Quindi, se oggi chi era avversario diventa alleato, se chi governava critica e chi criticava governa, una ragione certamente ci sarà. Inutile provare a dire che queste alchimie politiche avvengono per il bene comune. La sensazione diffusa è che si manifestino piuttosto per garantirsi un "posto" al Comune. Questo genera nell’elettorato diffidenza verso i politici e disorientamento generale. Il risultato? Alle urne in generale si recano sempre meno cittadini. Così la partecipazione va a farsi benedire e la democrazia lentamente muore. |
PUBBLICATO 21/06/2026 | © Riproduzione Riservata

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