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Va' dove ti porta il vento

Foto © Acri In Rete
Immacolata Bomparola
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Leggere la notizia del passaggio del consigliere Cofone tra i banchi della maggioranza impone una riflessione amara: strategie del genere sembrano ormai dettate solo da un mero opportunismo, svuotato di qualsiasi reale visione politica. Scrivo queste righe innanzitutto come elettrice; una cittadina che nel 2022 ha votato e creduto in un progetto alternativo — la Lista Alternativa per Acri con Angelo Cofone candidato a sindaco — nato proprio per garantire un'opposizione chiara, autonoma e convinta.
Da iscritta a Sinistra Italiana, sento il dovere morale di chiedere scusa a tutte le elettrici e a tutti gli elettori che allora ci diedero fiducia, sostenendo il nostro programma e le idee che abbiamo difeso in questi anni. Al contempo, voglio ribadire la coerenza e la passione che hanno sempre animato la nostra base, i militanti di un partito di sinistra che ha sempre lottato per i propri ideali.
Oggi, però, lo scenario è tristemente cambiato. Sinistra Italiana e il consigliere Angelo Giovanni Cofone hanno forse dimenticato gli attacchi e le critiche feroci che — anche a nome del Movimento 5 Stelle — abbiamo rivolto al programma elettorale di Pino Capalbo dai palchi dell ’ultima campagna? Abbiamo già rimosso le battaglie portate avanti dai banchi dell'opposizione? Persino le querele? Evidentemente è proprio vero: la memoria esce dalla porta quando la convenienza entra dalla finestra.
Ciò che ferisce profondamente è che, fino a metà marzo, per ben due volte il circolo di Sinistra Italiana di Acri aveva respinto all ’unanimità qualsiasi ipotesi di ingresso in maggioranza. Viene da chiedersi, con un misto di disincanto e rabbia, cosa sia cambiato da allora…
Pensare alla battaglia contro l'eolico selvaggio a Serra Crista, un progetto voluto fortemente dal sindaco Capalbo, o alla mini pala eolica di Serra Capra che svetta da tempo deturpando il nostro territorio, lascia addosso solo una grande amarezza. Parliamo di battaglie identitarie che oggi, per un amaro paradosso, si trasformano in un punto di mediazione con l ’attuale maggioranza, nonostante l'accordo non sembri affatto garantire una reale tutela del nostro ecosistema. Sapere che l ’unico consigliere a rappresentare il nostro partito si sia piegato a logiche di pura gestione della maggioranza è un colpo durissimo. Mai avremmo immaginato un simile tradimento.
Le danze dei riposizionamenti in vista delle prossime elezioni amministrative e politiche sono appena iniziate, e lo spettacolo è desolante.
Quando a prevalere sono i tornaconti personali e i calcoli di bottega, a pagare il prezzo più alto è il legame tra la classe politica e i cittadini. Un rapporto che dovrebbe fondarsi sulla serietà e sul rispetto reciproco, e che invece viene sacrificato sull'altare dei tatticismi. Si calpesta così una connessione profonda e sincera, legata a un simbolo e a un'appartenenza che non dovrebbero mai essere negoziabili.
«I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela», denunciava Enrico Berlinguer nella celebre intervista a La Repubblica. Era il 1981. Una riflessione che a distanza di oltre quarant’anni risuona, purtroppo, ancora dolorosamente attuale.

PUBBLICATO 27/06/2026 | © Riproduzione Riservata



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