Due bambini senza scuola: è finito il tempo delle spiegazioni
Redazione
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C’è un punto oltre il quale le spiegazioni non bastano più. Quel punto è stato superato.
Ad Acri, mentre la politica continua a discutere e a difendersi, due bambini, a quanto risulta, non frequentano ancora la scuola. E questa è una realtà che dovrebbe interrogare tutti, maggioranza e opposizione, perché quando viene negato o ritardato l’accesso all’istruzione a dei minori, non esistono bandiere politiche che tengano.
Le dichiarazioni dell’assessore Bonacci possono avere chiarito la posizione dell’amministrazione, ma non hanno risolto il problema. Il compito di un amministratore non è convincere l’opinione pubblica di avere ragione: è trovare una soluzione. E fino a quando quei due bambini non torneranno in classe, ogni polemica rischia di apparire fuori luogo. La domanda è semplice e merita una risposta altrettanto semplice: cosa si sta facendo, concretamente, per consentire a questi ragazzi di esercitare il loro diritto allo studio? Se una soluzione definitiva richiede ancora tempo, perché non valutare immediatamente una soluzione tampone? L’amministrazione ha più volte evidenziato l’importanza del progetto PIS – Pronto Intervento Sociale . Se si tratta davvero di uno strumento operativo al servizio della comunità, ci si chiede se, nell’ambito delle sue competenze e nel rispetto delle norme, non possa essere utilizzato anche per affrontare questa emergenza e garantire ai due bambini la possibilità di raggiungere la scuola. Tra il personale del progetto figurerebbero anche persone legate da rapporti di parentela con amministratori comunali, come la moglie del consigliere Raffaele Gencarelli e la sorella del consigliere Vincenzo Mustica. Proprio per questo, sarebbe opportuno dimostrare con i fatti che le risorse pubbliche esistono per rispondere ai bisogni dei cittadini e non soltanto per essere presentate come motivo di soddisfazione politica. Ottobre è appena iniziato. Ogni giorno di scuola perso è un giorno che nessuno potrà restituire a questi ragazzi. Ogni ritardo pesa sulla loro crescita, sul loro futuro e sul messaggio che le istituzioni trasmettono ai cittadini. Non servono conferenze, comunicati o botta e risposta. Servono decisioni. Servono responsabilità. Servono risultati . La politica si misura nei momenti difficili, quando bisogna scegliere se cercare alibi o trovare soluzioni. Oggi l’unico risultato che conta è vedere quei due bambini seduti tra i banchi di scuola. Acri non ha bisogno di assistere all’ennesimo scontro politico. Ha bisogno di amministratori che, davanti a un problema così delicato, mettano da parte le polemiche e facciano ciò per cui sono stati eletti: risolvere i problemi dei cittadini e garantire un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione. Perché il diritto allo studio non può aspettare. E due bambini senza scuola rappresentano una ferita che nessuna spiegazione potrà mai rimarginare finché non sarà finalmente trovata una soluzione. |
PUBBLICATO 02/10/2026 | © Riproduzione Riservata

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