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Il diritto alla salute è un bene di tutti: ad Acri nasce il Comitato Civico

Foto © Acri In Rete
Cgil Acri
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Il Comitato Civico non nasce per sostituirsi a chi istituzionalmente ha il compito e la responsabilità di tutelare la salute pubblica.
Al contrario, nasce per mettersi a disposizione della comunità e delle istituzioni stesse come forza di stimolo, ascolto e proposta. Vogliamo creare un ponte partecipativo capace di incidere realmente sulle scelte e lavorare insieme, uniti, per fermare definitivamente quella deriva che da decenni si sta perpetrando ai danni della sanità pubblica e del diritto costituzionale alla cura.
La nascita del comitato civico è il grido d'allarme di una comunità lasciata sola di fronte allo smantellamento silenzioso e drammatico del diritto alla vita. L'ospedale «Beato Angelo» è ridotto ormai a un guscio vuoto, protagonista di una beffa crudele consumata all'ombra del PNRR: si spendono fondi per intonacare pareti, cambiare targhette agli uffici e inaugurare scatole di cartongesso, ma dietro quelle porte non c'è vita, non ci sono medici e non ci sono infermieri.
Le Case di Comunità, che sulla carta dovevano rappresentare la svolta della sanità di prossimità aperta giorno e notte, senza la presenza strutturata di medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali e infermieri dedicati rischiano di trasformarsi nell'ennesimo fallimento annunciato: semplici presidi burocratici con servizi a singhiozzo, mentre i venti posti letto dell'Ospedale di Comunità restano un miraggio sulla carta per totale assenza di organico.
Per i cittadini acresi la tutela della salute è diventata un calvario quotidiano: liste d'attesa interminabili sulla specialistica, anni di rinvii ingiustificabili per una diagnosi per immagini anche urgente, mesi di attesa persino per semplici analisi del sangue.
Curarsi sul posto è ormai impossibile, costringendo chi può a estenuanti viaggi della speranza verso Cosenza o a dissanguarsi nelle cliniche private, e condannando i più fragili alla drammatica determinazione di rinunciare alle cure. Di fronte a questo disastro annunciato nessuno può considerarsi spettatore o pensare di salvarsi da solo. Ogni singolo cittadino, le famiglie, i giovani e i pensionati devono scendere in campo perché la negazione del diritto alla salute colpisce indiscriminatamente ogni casa e mina il futuro stesso del paese.
I medici, gli infermieri e gli operatori sanitari devono essere protagonisti perché vivono sulla propria pelle l'inferno di turni massacranti, carenze croniche d'organico e la frustrazione di lavorare in un sistema al collasso senza poter garantire un'assistenza dignitosa.
Le organizzazioni sindacali, i movimenti civici e le associazioni hanno il dovere morale di mobilitarsi per unire le forze, rompere la rassegnazione e trasformare il malcontento in una voce organizzata e costruttiva.
Infine, i partiti politici e le istituzioni sono chiamati in causa senza più alibi: non per sfilare in passerella, ma per confrontarsi apertamente e dare risposte concrete alle urgenze del territorio. Vogliamo formalizzare la nascita di un Comitato Civico Permanente che assuma un compito chiaro e irrinunciabile: analizzare costantemente lo stato del diritto alla salute ad Acri, misurando la distanza inaccettabile tra ciò che la Costituzione garantisce e la cruda realtà vissuta da un territorio montano, disagiato e distante dai principali presidi ospedalieri.
Il comitato si farà carico di dare voce a queste necessità vitali per rompere l'isolamento della nostra comunità, pretendendo la fine delle passerelle di facciata e l'attuazione immediata di servizi concreti: la reale apertura h24 della Casa di Comunità con medici e infermieri stabili, l'attivazione dei 20 posti letto dell'Ospedale di Comunità, tempi umani per visite e diagnostica, e la possibilità di eseguire analisi cliniche con la stessa tempestività e rapidità di comunicazione degli esiti.
L'INVITO A PARTECIPARE È RIVOLTO A TUTTI: Rivolgiamo un appello accorato e aperto alla partecipazione attiva di tutti i cittadini, le famiglie, i giovani e i pensionati, a tutte le associazioni e movimenti civici, alle organizzazioni sindacali, ai medici, infermieri e operatori sanitari, alle forze politiche e a tutte le istituzioni.
Nessuno può restare a guardare mentre viene negato il diritto fondamentale alla cura.
La difesa della salute pubblica ci riguarda tutti, e la battaglia di Acri è solo all'inizio.

PUBBLICATO 02/10/2026 | © Riproduzione Riservata



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