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Le Biosfere di Acri

Foto © Acri In Rete
Emilio Grimaldi
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Ho seguito con molto curiosità la questione Mab ad Acri. Da esterno (non sono acrese) ho potuto osservare che il territorio e l’ambiente nel paese di Vincenzo Padula sono molto sentiti. C’è stata una vera e propria mobilitazione popolare che ha coinvolto cittadini, amministratori, associazioni, partiti politici e chi la politica l’avverte come un bene comune o come una paura comune. E come nelle cose che mettono in comunicazione tanti elementi, anche se diverse, sono venuti alla luce il meglio e il peggio di Acri comunità. Laddove il meglio non è solo e non esclusivamente chi ha promosso se stesso per l’adesione alla Fondazione sponsorizzata dall’Unesco. E il peggio, d’altro canto, non è nemmeno chi ha votato o solo fomentato contro la stessa deliberazione.
Il Mab (Man and the Biosphere) ha evidenziato i limiti di un territorio che non sa essere unito nei momenti più importanti. Ha puntato l’indice contro chi, per variegati interessi personali ed economici, non accetta che ci sia qualcun altro che una sbirciata la possa dare alla propria villa in Sila o al proprio fazzoletto di terra, o i cittadini che semplicemente vorrebbero presentare alla Fondazione un progetto di valorizzazione di una peculiare risorsa silana. Chi, per simpatie personali, ha messo all’indice il povero vicesindaco Salvatore Ferraro, colpevole, per una volta nella vita, in questo caso appunto, di non essere stato il Gabinetto Stampa del suo capo e dei suoi mentori. Ovviamente, solo i diretti interessati sono a conoscenza dei motivi sotterranei che li hanno accompagnati in questa dialettica verbale e interinale. L’arringa di Pietro Lupinacci, con apparenti lavate di faccia al suo compagno di Amministrazione, si eleva a considerazioni di un’arte oratoria sibillina, per pochi eletti.
Il Mab, per altro verso, ha dimostrato la cinica strategia di un sindaco, Nicola Tenuta, che, come ogni capo tribù, sa a chi deve dare retta quando serve per continuare a governare. Di Gabinetti in giro se ne trovano tanti. In caso di necessità anche all’aperto va bene.

PUBBLICATO 06/04/2016 | © Riproduzione Riservata



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