LETTERA APERTA Letto 4841  |    Stampa articolo

Angelo Gaccione risponde alla lettera aperta del vicesindaco di Acri, sulla questione del monumento contro tutte le guerre

Foto © Acri In Rete
Angelo Gaccione
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Caro Vicesindaco,
prima di tutto ti ringrazio della stima che nella tua “Lettera aperta” rivolgi alla mia persona e vorrei davvero meritarla. L’interesse appassionato nei confronti del “monumento contro tutte le guerre” da riportare ad Acri, prima della remissione definitiva del tuo mandato, ti fa onore. Avevo dato merito, a suo tempo, del tuo corretto operato su tale questione (come avevi avuto modo di leggere), scrivendone pubblicamente. E pubblicamente lo faccio ora rispondendo alla tua “lettera aperta”. Mi sono subito attivato presso l’autore del monumento che ti scriverà per concordare una data idonea: la più opportuna per riportare ad Acri la scultura restaurata e per sistemarla nello spazio pubblico che l’Amministrazione Comunale vorrà indicare. A questo proposito scriverò al Sindaco e alla Giunta perché si attivino per fare di quella giornata un momento significativo per l’intera Comunità acrese. Dio solo sa se di questi tempi ci sia bisogno di riflettere sui venti di guerra che soffiano sempre più forti sullo scacchiere internazionale, e di come sia necessario attivarsi per la pace.
Da parte sua l’autore ha apprezzato i tuoi generosi giudizi sulla sua opera e sulla lettura profonda che ne hai fatto, sia riguardo al significato in sé che agli aspetti simbolici. Vorrei da parte mia astenermi da spunti polemici verso chicchessia, dal momento che hai messo così bene in luce come la mostruosità della guerra, della violenza e della morte, non meritasse alcun abbellimento estetico. Quando guardiamo un’opera ispirata all’orrore, è l’orrore che essa deve suscitare in noi, per non venire mai a patti con esso. E credo che ogni persona di buon senso, converrà che non vi è nulla di più mostruoso ed inumano della guerra. Questa mostruosità ci farà apprezzare ancora di più la bellezza, l’armonia, la gentilezza, di ogni aspetto della vita liberata da quell’orrore, e quelle opere artistiche, poetiche e letterarie, che a una concezione della vita pacifica, solidale, fraterna, si ispirano e verso cui dobbiamo tendere come esseri umani. Non diamo dunque più peso di quanto meritino, ai giudizi dei malevoli e dei superficiali, ci saranno altri momenti e luoghi per affrontare il discorso sull’estetica del brutto e dell’orrido: di quanto siano meravigliose ed armoniche le “Grazie” del Canova, e di quanto siano grotteschi, osceni e ripugnanti gli uomini d’affari ed i mercanti di morte (produttori di armi) tedeschi, disegnati da Grosz.
Convengo con te sul militarismo criminale dei regimi comunisti; per quanto mi riguarda, come libertario e pacifista, non faccio alcuna differenza fra armi, divise, eserciti, bombe e massacri. Un discreto numero di libri e di scritti prodotti su questi temi, credo diano testimonianza della mia intransigenza in proposito.  
Consegniamo dunque questo monumento pacifista alla città di Acri, con l’augurio che una sensibilità più attenta e una consapevolezza più matura dei suoi cittadini e dei suoi amministratori, lo custodiscano come merita, perché possa continuare ad essere di mònito alle nostre coscienze.
Con un amichevole saluto








PUBBLICATO 17/05/2016 | © Riproduzione Riservata



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