La risposta che non ti aspetti!
Meetup Acri in MoVimento
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Scriviamo per chiarire alcune accuse sollevatici dall’ex vice sindaco, e non per intavolare polemiche, come a lui piacerebbe.
Nell’articolo del 14 giugno scorso, abbiamo evidenziato l’illogicità della scelta del rientro in giunta della prof.ssa Capalbo, ed i motivi che avevano portato alle sue dimissioni. Fossilizzare l’attenzione sui compensi derivanti dalla carica, con l’immancabile raffronto con la precedente giunta, è riduttivo. In un articolo pubblicato dal Ferraro sul suo blog si legge: ”ho lavorato per tre anni, nell’interesse esclusivo della nostra comunità, interpretando il ruolo di Assessore come puro e sano volontario (clicca qui e leggi)”, per cui non ci saremmo certo aspettati che si fosse messo a sindacare sul suo compenso. Come si evince dall’allegato, per il 2015 il compenso dell’ass. Ferraro è di 20.339,28 € (lordi). Adesso non saranno 1.700 €, pardon 1694,94 € mensili, ma poco più di 1.564 come giustamente ci ha dimostrato, ma è quanto la collettività spende, tasse incluse. Accusarci di disonestà per questo ci sembra quantomeno diffamatorio. Coerenza avrebbe voluto che anche dopo l’articolo dello scorso aprile, in cui affermavamo che l’allora vicesindaco guadagnava 1.700 €, avrebbe dovuto sollevare allora la questione, perché farlo solo adesso? Dichiarare di fare volontariato (clicca qui e leggi) alla modica cifra di 1200 € (netti) al mese, non è questa la vera falsità? Il fatto di aver rinunciato alle altre spettanze connesse alla carica, è sicuramente onorevole, ma l’onorevolezza deriva anche dall’impegno profuso e dai risultati ottenuti nella propria attività, e ogni amministratore deve accettare l’onore e l’onere derivanti dalla carica che riveste, anche la perdita di profitto eventuale per la libera professione che svolge. In altri termini fare l’assessore, il sindaco, o il consigliere “non è obbligatorio per legge!”. Forse l’ex vice sindaco, ci confonde con altri personaggi, come ad esempio quelli che si sentono già in campagna elettorale o che “studiano da Sindaco”. I disonesti sono altri, come chi ha dilapidato le casse comunali tramite una gestione “allegra” ed opportunistica dell’Ente, lasciandolo in una condizione di dissesto e con milioni di debiti che dovranno pagare anche i nostri figli. Noi crediamo, e ne siamo pienamente convinti, che nessuno sia il depositario dell'onestà e della verità assoluta. Solo con un costante controllo e una verifica puntuale dell'operato degli amministratori, da parte dei cittadini che li hanno eletti, si possa evitare una gestione privatistica della cosa pubblica. Essere attivisti, in un gruppo democratico, significa anche poter rimetterci dal punto di vista economico, portando via del tempo alla famiglia, alla propria attività, al proprio lavoro, senza avere nulla in cambio, se non magari qualche minaccia di querela, ma sperando di fare qualcosa di utile per la collettività! Invitiamo i cittadini a riavvicinarsi alla politica attiva, ad interessarsi delle vicende della propria città, a tornare a decidere per il proprio futuro. Quello che è accaduto a Roma, Torino ed in altre 17 città, dimostra che un reale cambiamento è possibile. Come attivisti del meet up Acri in Movimento, faremo la nostra parte, nella speranza di rendere Acri un posto migliore in cui vivere. - scarica la tabella |
PUBBLICATO 21/06/2016 | © Riproduzione Riservata

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