Amministrazione Comunale, dissesto colpa di PD e UDC
Redazione
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Dopo la rassegnazione, infine, arriva lo scaricabarile. Si potrebbe riassumere in questo modo l’atteggiamento con il quale l’Amministrazione comunale sta cavalcando il mare tempestoso seguito alla definitiva bocciatura, da parte della Corte dei Conti, del piano di risanamento elaborato dalla stessa compagine del sindaco Tenuta.
Da parte delle opposizioni sono subito arrivate durissime accuse verso un’Amministrazione che, evidentemente era fiduciosa, in definitiva, nell’accoglimento della propria azione di risanamento. Così non è stato, e dunque ora, gli inquilini di palazzo Gencarelli si trovano a fare catenaccio e a difendere una posizione debole e tipica di chi, non ha raggiunto i risultati sperati. All’atto dell’insediamento di questa Amministrazione, si legge in una nota, la Corte dei Conti di Catanzaro, decretava il dissesto finanziario guidato. La suddetta Corte sentenziava il fallimento finanziario dell’Ente nel dicembre del 2013, con riferimento al bilancio dell’anno 2011, approvato dalla maggioranza Trematerra-Maiorano e redatto dall’assessore Anna Vigliaturo. Il governo cittadino targato Udc aveva proceduto ad una gestione disastrosa della cosa pubblica, ricorrendo sistematicamente a sproporzionate anticipazioni di cassa, non riscuotendo le tasse dovute ed accumulando debiti fuori bilancio. I n questo contesto, l’opposizione di allora, formata da una folta pattuglia di esponenti del Pd, con a capo Pino Capalbo, dimenticava di svolgere il proprio ruolo ed esercitare le proprie funzioni, partecipando passivamente al prosciugamento delle casse comunali. All’epoca dei fatti, questa Amministrazione aveva la possibilità di optare per due scelte, anzi per una scelta e per una non-scelta. La non-scelta - continua il comunicato - era quella di prendere atto della sentenza della Corte dei Conti e di non promuovere appello alla stessa. Lo scenario sarebbe stato che i commissari ministeriali si sarebbero occupati di procedere all’accertamento della massa debitoria e avrebbero imposto di espletare solo i servizi minimi essenziali e di innalzare al massimo la tassazione locale per un periodo di tempo molto lungo. Sarebbe stata l’opzione più comoda per questa Amministrazione, ma avrebbe rappresentato una iattura per le centinaia di cittadini e imprese acresi che vantavano dei crediti nei confronti del Comune. I commissari ministeriali, infatti, avrebbero pagato, nella migliore delle ipotesi, la metà dei debiti contratti dall'ente e avrebbero stralciato l’altra metà. Molte imprese sarebbero state costrette al fallimento e molti cittadini, forse, non avrebbero potuto onorare i loro impegni. Quindi, abbiamo optato per la scelta più difficile, ma a nostro avviso l’unica possibile, ovvero presentare ricorso. Abbiamo utilizzato - continua ancora il comunicato dell'amministrazione - tutte le risorse migliori per perseguire il nostro obiettivo, sia interne all’organizzazione comunale che tra le associazioni professionali. Abbiamo cercato le figure più esperte del settore, che hanno lavorato con abnegazione ed impegno al fine di scongiurare il fallimento dell’Ente. Così facendo abbiamo restituito ai cittadini e alle imprese di Acri oltre 20 milioni di euro che spettavano loro di diritto. Siamo riusciti a superare l’emergenza socio-sanitaria dei cumuli di immondizia per le strade, attivando la raccolta differenziata porta a porta. Questo sistema di gestione dei rifiuti ha consentito all’Ente di risparmiare circa un milione e mezzo di euro e di alleggerire la relativa tassazione a carico dei cittadini. Riguardo i mutui il Pd dice bugie in quanto la legge, proprio in virtù della dichiarazione di dissesto del 2013, non consente all’Ente di procedere all’accensione di alcun tipo di mutuo. Le forze politiche di opposizione e alcune associazioni sorte all’uopo, hanno preferito strumentalizzare e cavalcare le difficoltà dell’Ente. L’Udc, artefice del sacco del Comune secondo la sentenza della Corte dei Conti, e il Pd, complice di questo disastro grazie ad un atteggiamento di lassismo, oggi non solo non si assumono le proprie responsabilità ma addirittura ci attaccano senza nessun sentimento di vergogna. Il Comune era in dissesto finanziario a dicembre 2013 - continua il comunicato - e lo è oggi, nel mentre, però, abbiamo ripianato tutti i debiti pregressi dell’Ente, attivato la raccolta differenziata dei rifiuti, aperto l’oasi canina per il problema del randagismo, reso più accogliente la nostra Città, abbassato, e di molto, le tasse comunali e messo mano ad tante altre iniziative. E tutto questo, senza molte risorse in cassa. Alla fine della nostra legislatura, conclude la nota, lasceremo alla Città un comune risanato finanziariamente e in grado di riscuotere i propri tributi, un luogo più pulito e sicuro dove vivere, lasceremo una speranza in più alle generazioni che verranno.” |
PUBBLICATO 14/11/2016 | © Riproduzione Riservata

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