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Bentornato presidente!

Foto © Acri In Rete
Redazione
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Il presidente della regione Calabria, Mario Oliverio, torna nella giornata di Mercoledì 23 Novembre ad Acri. La manifestazione è organizzata dal Pd acrese e sono previsti gli interventi del segretario di circolo Carmine Le Pera e di Pino Capalbo, capogruppo dei democratici in consiglio comunale e provinciale.
E’ questa una notizia dato che non lo si vedeva da queste parti dalla campagna elettorale che poi lo incoronò governatore della nostra regione. 
Sarà senz’altro una coincidenza il fatto che torni ad Acri proprio nel vivo di un’altra campagna elettorale, quella del referendum costituzionale del 4 Dicembre, che lo vede fortemente schierato in favore del Si al fianco del premier Matteo Renzi… o per lo meno lo speriamo.
Speriamo soprattutto che la sua sia una visita per affrontare i moltissimi problemi della nostra città, dato che da quando si è insediato nella nuovissima cittadella i problemi, a queste latitudini, sono decisamente aumentati.
Oliverio è un politico accorto e d’esperienza, che bene ha fatto da presidente della provincia di Cosenza con grandi benefici per la nostra città, dall’edilizia scolastica fino al finanziamento di importanti opere pubbliche come il primo lotto (galleria) della SS660, ma che purtroppo, dalla sua nuova poltrona di governatore, ancora non ha avuto modo di occuparsi seriamente delle problematiche della nostra città che, invece, lo ha sempre premiato con valanghe di consensi elettorali. Non commetterebbe l’errore di farsi rivedere dagli acresi solo per chiedere ancora voti.
Gli acresi reagirebbero, verosimilmente, non benissimo.
La visita del governatore è però utile per fare il punto dello stato drammatico del nostro comune. A partire naturalmente dalla sanità. Tutti conosciamo gli esiti prodotti dalla stagione commissariale, attraverso gli innumerevoli decreti, (clicca qui e scarica l'ultimo), in capo al nostro nosocomio.
Sappiamo inoltre che il presidente Oliverio si è sempre opposto al commissariamento della sanità Calabrese, rivendicando legittimamente il ritorno della competenza in capo alla Regione proprio con chi i commissari li ha nominati e vuole ancora tenerli al loro posto: il governo di Matteo Renzi.
Anziché però continuare ad osteggiare politicamente questo stato di cose, Oliverio, da qualche mese sembra aver invertito la rotta, dando il suo appoggio alle posizioni governative; esempio lampante ne è la competizione elettorale che lo vede, come dicevamo, tra gli alfieri del Si.
Sarebbe interessante capire le ragioni di questa scelta, del perché negli interessi dei Calabresi il nostro presidente anziché continuare questa battaglia, abbia deciso di chinare la testa innanzi ad un governo che nemmeno si sogna gli esiti nefasti che sta indirettamente producendo in Calabria con i suoi commissari.
Forse si è ormai rassegnato? Forse cerca di rimediare alle iniziali antipatie politiche verso il premier per futuri vantaggi? Speriamo ce lo spieghi.
Eppure altri governatori, il pugliese Emiliano in primis, in relazione alle problematiche delle loro regioni continuano le loro battaglie noncuranti di condividere con il premier la stessa tessera di partito.
Forse si stratta di peso politico, speriamo non di subalternità culturale. Molte altre sono però le problematiche della nostra città.
Oliverio, al netto di una sala senz’altro gremita, troverà un popolazione che, dalla sua ultima visita, è decisamente diminuita. Questo perché migliaia di giovani acresi, centinaia di famiglie addirittura, hanno deciso di andarsene, emigrando al nord in cerca di lavoro, di un nuova speranza di futuro.
Nel salutare la loro città hanno percorso delle strade che ormai, nelle loro drammatiche condizioni, consentono solo la fuga.
Lontani sono i tempi in cui Acri era punto di riferimento per i diversi paesi del circondario, punto di riferimento nel garantire molti servizi che purtroppo non offre più, dei quali in virtù del taglio della spesa è stata brutalmente spogliata.
Quelli che sono andati via lo hanno fatto con le immagini delle tante opere incompiute, a partire proprio da una delle opere che Oliverio finanziò da presidente della provincia una volta e da presidente della regione una seconda: la galleria prevista nel primo lotto della SS660.
La sua realizzazione è attesa da anni. Stesso discorso per la famigerata Sibari-Sila, sogno utopico, ormai, di molte generazioni.
Se percorrerà le strade del centro, troverà molte saracinesche abbassate, incrocerà lo sguardo di molti commercianti che si apprestano a chiuderne di nuove, di giovani spaesati, ai quali non rimane molta scelta rispetto ad un triste bancone di bar.
Troverà un comune in dissesto finanziario, degli amministratori incapaci di rispondere a queste impellenti problematiche della nostra città.
Speriamo che in quest’occasione il presidente prenda atto di tutto ciò e che prenda un serio impegno rispetto ad una condizione che lentamente sta scrivendo la parola fine rispetto al futuro di un’intera città.
Serve, oggi più che mai, un governo regionale attento e vicino, che si faccia promotore di  un nuovo “patto per Acri”.
Un patto di speranza, un patto di futuro.

PUBBLICATO 22/11/2016 | © Riproduzione Riservata





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