OPINIONE Letto 5182  |    Stampa articolo

Acrivic ai tempi dello Zar

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
condividi su Facebook


Anno domini 1817.
Narra una leggenda che ai tempi dello Zar Nicolaj I,  incastonato tra i monti della Silaberia tra gli antichi borghi di Luzzinski e Bisignànov,  si trovava una ridente cittadina  di nome Acrivic.
Le tre comunità vicine vivevano in un clima di armonia e di grande  serenità. La cosa però indispettiva la vicina città di Kusenza, all’epoca sotto il dominio della potente dinastia dei “Cinghiàlof”.
Erano comunque tempi difficili, carichi di fermento politico. Ad Acrivic, per esempio, incombeva la consultazione popolare, gruppi di Cosacchi facinorosi  si organizzavano per favorire  il ritorno al potere  del pericoloso  rivoluzionario Serghiei Peppovic Cristòf, un tempo fra i capi della locale comunità regionale.
La funesta notizia giunse alla corte di Nicolaj I. Lo Zar, da tempo in naftalina politica, intuendo il grave pericolo ruppe gli indugi e scese in campo.
La sofferta consultazione popolare sancì la vittoria del ritrovato Zar. Il temerario Peppovic Cristòf, che aveva osato andare in sfida, fu sconfitto e mandato in esilio nella vicina Padulia, sulle antiche rive del Don Calamo.
Lo Zar eletto, per governare si circondò delle menti più brillanti di tutto il regno e giurò solennemente che una nuova Acrivic era possibile. I sudditi, in giubilo dissero all’unisono:“Culli Cazz!”, che in antica lingua mongola vuol dire “Speriamo!”, percuotendosi contemporaneamente per tre volte con una lunga verga, in segno di buon auspicio e prosperità.
Nicolaj I mise a capo delle legali truppe il Principe Stanislaov Disastris. Seguirono giorni di festa e la consegna diretta di ricchi premi agli amici dello Zar, tutti sotto 40 mila Rubli, cifra massima all’epoca consentita.
Per anni Nicolaj I tentò di liberare la città da “Dissestus”, l’orribile mostro, generato da genitori ignoti, che divorava le esigue risorse del popolo.Per vincere la cruenta battaglia, al grido di “Avanti miei prodi!”,  si avvalse di costosi eserciti mercenari provenienti dalla vicina Kusenza e dalla lontana Locrisc (questi ultimi fedeli ai Cinghiàlof) guidati dall’intrepido condottiero Edmod Callipopof. Fu tutto inutile però, Acrivic fu divorata dall’avido mostro che ridusse in mutande tutti gli abitanti. La cittadina patì la sete, le aggressioni di strani animali conosciuti come “cagnoski randagi” ed anche varie carestie. I cittadini per rompere il sortilegio,ormai stanchi e provati, pronunciarono la formula:”Jamu propriu culli Cuntracazz!”,che in antica lingua mongola vuol dire:“Chi supposta!” e rassegnati partirono per terre lontane. La leggenda narra che lo Zar e la sua corte dei miracoli passarono l’ultimo triste periodo dell’opaco regno tra lotte intestine e il disperato tentativo di stare aggrappati alla poltrona. Non esitarono a prevaricare qualsiasi diritto pur di tenere lontano i cittadini a loro sgraditi, e continuare a fare allegramente i loro lavori.
Come finì il regno di Nicolaj I non è dato di sapere. Si racconta  che fu proprio da questa leggenda e dalle gesta del suo impavido condottiero che Monicelli trasse ispirazione per la sua “Armata Brancaleone”.

PUBBLICATO 01/02/2017 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 2458  
Addio, capitano
“Angiolé, é morto Pinuccio Fera!” Sono in palestra, é mia sorella a telefonarmi: “Cosa? No, il sig. Fera, quando?” I pesi, all’improvviso, sono insopportabili da sollevare, scivolano via dalle mie man ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 378  
Se la coerenza si ferma su un binario morto
“Io sto con il poliziotto”, proclamava a gennaio Matteo Salvini a Firenze, riferendosi alla vicenda di cronaca del parco di Rogoredo di Milano. Sullo sfondo la stazione di Santa Maria Novella, tra un ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 335  
Tra apparenze ottiche e scienza di visione: la pittura di Giacinto Ferraro
Probabilmente risulterebbe vano tentare di inquadrare, sia pure a grandi linee, la pittura di Giacinto Ferraro in un breve omaggio scritto. In primo luogo bisogna conoscere lo studioso, il ricercatore ...
Leggi tutto

POLITICA  |  LETTO 1131  
Verso le Comunali 2027. Ci sarà anche il centro destra
Nei giorni scorsi ci siamo occupati dell’attuale Maggioranza di sinistra destra ( Pd, Articolo uno, Psi, Udc e Fi ), pezzi di Massoneria e Associazioni culturali titolate. ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 832  
3° e 4° posto per l'IC Beato F.M. Greco-San Giacomo alla first Lego League Challenge
Grande orgoglio e profonda soddisfazione per l’IC “Beato F.M. Greco-San Giacomo” che, nella giornata di ieri 22 febbraio 2026, ha partecipato alla gara interregionale della FIRST LEGO LEAGUE CHALLENGE ...
Leggi tutto