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Scene di ordinaria disorganizzazione.

Piero Cirino
Foto © Acri In Rete
Da qualche giorno nell'ufficio ticket dell'AS 4 di Acri si registrano scene di ordinaria confusione.
Nei giorni scorsi le lamentele degli utenti hanno raggiunto toni di sacrosanta protesta.
Le loro rimostranze sono tutte indirizzate verso la esasperante lentezza con la quale vengono espletati i servizi.
L'ufficio ticket, situato in via Ippocrate, proprio davanti all'ospedale cittadino "Beato Angelo", è una tappa obbligata per chiunque voglia usufruire di determinati servizi dell'Azienda Sanitaria, quali analisi, radiografie o visite specialistiche.
Per queste ultime addirittura vi è un solo giorno mensile utile per potervisi recare .
La lentezza è sostanzialmente dovuta alla esiguità del personale.
Non basta mettersi in fila dalle nove di mattina per avere la certezza di riuscire a prenotare la visita di cui si ha bisogno, oppure di far apporre dall'impiegato un semplice timbro su una impegnativa del medico.
L'Ufficio è aperto dalle ore otto a mezzogiorno. Basterebbe un aumento degli impiegati per una suddivisione dei compiti, e quindi per snellire l'iter. Spesso è presente un solo addetto per tutte le pratiche.
Quindi coloro che dovevano prenotare una visita specialistica e coloro che dovevano semplicemente avere il timbro dell'AS sull'impegnativa del medico per le analisi, dovevano tutti diligentemente prendere il biglietto e mettersi in fila, nella stessa fila, con la consapevolezza che probabilmente non sarebbe bastato perdere un'intera mattinata per risolvere la questione. L'Ufficio nei giorni scorsi è stato letteralmente preso d'assalto, tra vibrate proteste e un senso di italica rassegnazione.
E non basta la cortesia della responsabile dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico. La sua educazione purtroppo non riesce, da sola, a nascondere le magagne organizzative dell'Azienda.
Spiega di avere già contattato il responsabile del Cup (Centro Unico per le Prenotazioni) e di avere già esposto il problema.
Un caso per tutti da segnalare è quello di un genitore con due figli portatori di handicap, che vanamente ha cercato di spiegare che vi è una legge che, almeno nell'ordine delle prenotazioni, tutela quanti hanno la sventura di non potersi dire fisicamente perfetti.

PUBBLICATO 2/5/2005

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