Opinione Letto 987  |    Stampa articolo

L’Impero colpisce ancora.

Mirko De Maldè
Foto © Acri In Rete
Mi prostro ai piedi della REDAZIONE ( per altri BIG BROTHER), per non aver compreso la profondità del gesto di critica di un congiuntivo, per essermi macchiato del mortale peccato di essere un moralista e uno che da lezioni di etica, perché sono andato contro un atteggiamento che ritenevo poco giusto. Mi scuso umilmente solo ora che mi rendo conto del mio sbaglio, perché giusto oggi, passeggiando per il paese, ho visto la Redazione cibarsi di un panino farcito di verità e arroganza; il primo ingrediente a scorta limitata, concessa solo al sito uffic(?) del sindaco, il secondo che pare vendersi a 20 eurocent al chilo al supermercato. Scusate, non sapevo.
La natura umana, su questo posso concordare con il misterioso redattore, è davvero bizzarra.
Il Signor Redazione infatti, non contento dell'exploit dei giorni passati, quando si è preso il lusso di correggere la grammatica di un articolo scritto dalla contro parte senza entrare affatto nel merito della questione, decide di affossare e denigrare ancora di più il povero oppositore tentando di addentrarsi nella sua psiche alla ricerca della scintilla che ha fatto scaturire la scrittura di un articolo senza errori, insinuando anche la possibilità di una seconda mano scrivente…
Suvvia. Si accusa poi l'oppositore anche di mancanza di argomenti, ,ma credo che l'accusa di "arrampicarsi sugli specchi", per quanto possa essere legittima, non è alla portata di chi, per rispondere ad una questione, si attacca agli errori di grammatica. Non voglio poi parlare del tentativo di fare una classifica degli errori più brutti, sperando poi nella partecipazione al gioco da parte del lettore che, da brava pecora, dovrebbe dire: "bhe, in effetti i congiuntivi non si devono sbagliare". Ridicolo. Simpaticamente qualcuno ha affermato che uno che scrive deve rendersi inattaccabile. Questo può valere nel caso in cui uno scrivendo dice falsità, o non si informa abbastanza e viene ribattuto e via discorrendo, ma se l'attacco deve venire da errori di grammatica, allora è davvero un colpo basso, sterile, vile e stupido. Sebbene non voglia pronunciarmi sulla cattiva fede dell'antagonista, di certo non posso dire di veder buona fede in un simile modo di fare.
Non entro, ancora una volta, nel merito delle questioni riportate perché ancora non vedo un confronto limpido, in cui si possa intervenire serenamente. Mi prendo però il DIRITTO di DISSENTIRE e di affermare che questo atteggiamento arrogante, presuntuoso, supponente, poco rispettoso nei confronti dell'interlocutore non E' DEGNO di una redazione seria, di un sito ufficiale di un sindaco e soprattutto di una redazione che dovrebbe essere di sinistra. Il RISPETTO per la persona, l'idea per cui bisognerebbe avere solo avversari da rispettare, e bisognerebbe rispettare il proprio avversario, penso sia centrale. Il confronto deve essere serio, democratico, posato. Non abbiamo certo bisogno, soprattutto a sinistra, di un arrogante professorone pieno di sé, che sembra voler mettere al proprio posto chiunque con una bella dose di Verità incontrastabile (e magari poi lamentarsi quando qualcuno accusa : "la storia siete voi"…). Nessuna lezione di etica e morale,.Mr. Redazione, io sto parlando di rispetto, un concetto semplice ed essenziale. Una persona, casomai fosse sfuggito, deve vedere rispettata e SALVAGUARDATA la propria libertà di esprimere una opinione, dissentire, criticare, ed ottenere risposte serie in merito, richiedendo tutta l'onestà che NECESSITA ad una ISTITUZIONE UFFICIALE. Inoltre, di certo nessuno si può prendere il lusso di parlare in certi modi, giudicare e "tenere a bada", sbeffeggiare in modo impudente, senza avere il coraggio di apporre poi una firma autorevole almeno quanto i treni di parole mossi a salvaguardia di una posizione privilegiata di "ragione a tutti i costi".
Il creatore di questi "articoli di polizia" deve avere la decenza di cui forse non è capace - poiché perpetua nel suo vizio - di firmarsi, perché noialtri poveracci, ignoranti e criticoni, una firma abbiamo il coraggio di metterla, forse perché non ci permettiamo invettive di cosi evidente cattivo gusto. A questo punto ogni altra discussione e tutte le tematiche collaterali cadono del tutto in secondo piano. La questione centrale adesso è propriamente il modo di scrivere e di porsi da parte di una redazione nei confronti degli interlocutori. Questo va chiaramente oltre la mia trascurabile persona, quella di Feraco, e in passato di Gianluca e altri, e si pone nell'ottica di una questione di carattere di certo più rilevante, che ribadisco per l'ultima volta: il rispetto in un democratico confronto da parte di un organo ufficiale, l'eliminazione di questa "arroganza del potere" di chi forse non ha ancora compreso di non avere alcun potere.
Sono una persona di sinistra e mi dispiace dovermi scontrare cosi con una redazione del mio stesso colore, ma preferisco un nemico di cui conosco il volto e che posso scegliere di rispettare, piuttosto che un anonimo "alleato superiore" che dovrei subire senza colpo ferire. Non difendo nessuno se non la mia libertà e dignità in quanto cittadino. Mi scuso con l'amico Angelo se questa mia filippica va a ribadire una posizione avversa alla redazione del suo sito, lastoriasiamonoi.com, che ritengo essere una valida risorsa; infine mi scuso a priori per l'esagerazione, ma debbo, in ultima istanza, ulteriormente trasformarmi da Catone Uticense a Catone il Vecchio (guarda caso il Censore) e parafrasare una sua vecchia quanto famosa formula, per affermare (ironicamente, per carità): "delenda Redazione"!

Ps: casomai non si fosse capito: "buona pace" un corno.


PUBBLICATO 22/7/2005

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