Intervista Letto 1839  |    Stampa articolo

Trematerra (UDC) interviene sul piano sanitario regionale e la giunta Loiero.

Roberto Saporito
Foto © Acri In Rete
Ridare dignità alla sanità è l’impegno che non dovrebbe far dormire la notte soprattutto chi, in questi oltre tre anni di governo, ha avuto la responsabilità di un settore che è stato destrutturato, lasciato senza riferimenti apicali ed esposto alla casualità di situazioni frutto spesso di approssimazione e particolarismi.
Michele Trematerra, che oltre ad essere capogruppo dell’Udc, è anche medico, va giù duro quando si parla di sanità. E dubita fortemente che il piano sanitario venga approvato entro la fine di luglio. “Quando il ministro Sacconi, dice, ci ricorda che il debito fuori misura può rappresentare causa di commissariamento, proprio perché rivela l’incapacità politica del governo dei problemi, in Calabria sappiamo bene di che si tratta. In tre anni la Giunta Loiero ha solo prodotto piagnistei e nella sanità questo tipo di politica è stato deleterio. Oggi la montagna di debiti che sovrasta la Regione rischia di far perdere ogni visione della sanità, ogni progettualità, e questo sarebbe l’ennesimo errore che dobbiamo evitare."

Come si comporterà l’opposizione?
Un’opposizione muro contro muro non serve perché otterremmo soltanto un’ulteriore arroccamento di una maggioranza che ha come unico perno la gestione della cosa pubblica e come riferimento esclusivo il Presidente il quale, come è noto, fa un buon uso del suo potere. Se io mi dimetto tutti a casa, e questa conseguenza non fa comodo al centrosinistra. E’ evidente che c’è una dicotomia tra il potere commissariale conferito dal governo al dottor Spaziante e le funzioni assessorili esercitate da Spaziante nella consueta logica politica di ciò che è stato definito fin qui il Loierisimo, ossia quel sistema autoreferenziale che accresce la propria forza ma perde, contemporaneamente, credibilità all’esterno e mentre occupa spazi di gestione fagocita gli alleati.

Ciò significa che Loiero ed i suoi non hanno tenuto conto delle indicazioni che provenivano da più parti?
Questa giunta non è stata capace neppure di far tesoro delle indicazioni della relazione ministeriale Riccio-Serra che costituisce il documento da cui ogni ripartenza nella sanità deve prendere le mosse. Si pensi per esempio alla Fondazione Tommaso Campanella che avrebbe dovuto costruire il polo oncologico d’eccellenza della Calabria. La relazione ha detto tutto il male possibile, la Fondazione ha solo consumato risorse finanziarie e fallito ogni obiettivo. Nonostante l’Udc abbia chiesto diversi mesi fa un dibattito in aula non solo questo non s’è mai tenuto ma non si riesce neanche a capire perché si continuano a spendere soldi per una Fondazione di cui sfuggono i contorni, il profilo, l’utilità per i calabresi. Ecco la sanità rischia di diventare un mistero, costoso, che non è utile ai calabresi e cosi com’è noi non ci possiamo più permettere. Per questo l’opposizione ha il dovere di chiedere un cambio di passo. Se la discussione sul Piano nuovo e la sua approvazione, di cui dubito considerata la litigiosità estrema interna alla maggioranza, può servire per mettere un po’d’ordine ben venga, altrimenti si abbia il coraggio di gettare la spugna. Procedere a colpi di provvedimenti iniqui, come quello assunto di recente che annulla le agevolazioni Irpef per le fasce sociali più deboli della società solo perché non si è voluto trovare i soldi per ripianare il debito 2007 in altri modi e altrove, significherebbe creare disparità ulteriori in una Calabria in cui la maggior parte delle famiglie fatica a superare la seconda settimana.
C’è poi il precariato, altro nodo triste della sanità calabrese.
Occorre trovare una soluzione immediata, senza dimenticare le difficoltà in cui versa la dirigenza sanitaria e l’urgenza di riorganizzare il sistema dell’emergenza. L’Udc ritiene che questi aspetti siano prioritari per l’impegno politico e che si ha il dovere di agire.


Ma quali secondo lei i punti deboli del piano e su quali aspetti l’Udc cercherà di far correggere la rotta alla maggioranza?
Nella relazione della commissione ministeriale istituita dal Governo Prodi e che ha criticato duramente l’organizzazione sanitaria calabrese, sono state evidenziate quasi per intero le criticità del comparto sanitario che, oltre a quello della spesa eccessiva ma soprattutto improduttiva, comprendono una serie di lacune e carenze strutturali in quasi tutti gli ospedali della regione. A tutt’oggi, inoltre, non è chiaro a quanto ammonta il debito della sanità, nonostante essa assorbi il 65% dell’intero bilancio annuale. Stiamo aspettando le risultanze formali da parte dell’assessore-commissario anche per capire in che condizioni sanitarie si versi dato che la Calabria è considerata, proprio per questo dato, il caso sanitario italiano più grave. Ci sono poi i servizi che vengono erogati male e le liste di attesa che su allungano sempre di più. Su questi temi bisogna avere il coraggio di effettuare delle scelte, rompendo anche le tradizionali alleanze politiche-clientelari una volta che si conoscono le risorse disponibili e parlando direttamente ai calabresi.

Intanto si continua a fare polemica sulla questione dell’Ici.
L’Ici era un impegno dell’attuale governo, in parte ridotta già dal centrosinistra, e siamo contenti che si sia mantenuta la parola data in campagna elettorale. In un momento in cui la pressione fiscale è cosi alta e le famiglie hanno difficoltà serie il fatto che si risparmi loro un salasso è positivo. L’operazione è, però, errata per una duplice ragione; non si può impoverire il Mezzogiorno e segnatamente la Calabria e la Sicilia che solo attraverso investimenti infrastrutturali possono progettare lo sviluppo e non si può da un lato parlare di federalismo e poi tagliare la tassazione più federalista che ci sia, l’Ici appunto. Questo modo di agire ci lascia perplessi, ci fa pensare che dietro molti proclami del Governo si possa annidare una superficialità programmatica che il Paese non può permettersi di pagare. A tale proposito come Udc abbiamo presentato in commissione finanze, come primo firmatario l’on. Occhiuto, emendamenti tesi a ripristinare i tagli apportati per finanziare la copertura sull’Ici Dopo le insipienze di Prodi, l’Italia ha urgenza di essere governata bene e con coerenza, non a caso noi abbiamo promesso un’opposizione moderata e costruttiva. Noi pretendiamo che il governo nazionale riassegni i fondi sottratti alla Calabria, ma invitiamo, anche chi ha responsabilità di governo in Calabria, a evitare la politica del piagnisteo, nessuno crede a chi non è in grado di garantire nel suo territorio un governo dignitoso ed efficiente. Ciò che mi spaventa in un certo senso è questa caduta di autorevolezza e credibilità del governo regionale calabrese nel Paese, e questo è un punto davvero grave. Parlarsi addosso in Calabria non serve se non si riesce a parlare al Paese con autorevolezza, ma l’autorevolezza il Governo Loiero è da un pezzo che l’ha perduta.

Qual è, invece, lo stato di salute dell’Udc a due mesi dalle politiche?
Diciamo che, nonostante gli attacchi subiti, sia prima che dopo la campagna elettorale, la nostra è una condizione magnifica. Opposizione costruttiva come dice Casini nel Paese e opposizione chiara e senza sconti in Calabria, dove però tutto è più complicato anche dall’assenza di un profilo politico di maggioranza che sia definitivo e da una certa debolezza, diciamo la verità, anche dell’opposizione presente in Consiglio regionale che spesso ha risentito delle vicende nazionali. Come Udc siamo in una logica di opposizione e a quella siamo legati ma alla condizione che se la maggioranza fa acqua da tutte le parti, l’opposizione funzioni e dia risultati istituzionali e politici.

Ed il rapporto con gli alleati com’è?
Buono, basato sulla realtà dei fatti calabresi e sulla necessità di essere alternativi ad un percorso politico e istituzionale che non ha prodotto alcunché di positivo in un triennio per la Calabria. Riscontro che non si è del tutto pronti in termini programmatici per un balzo in avanti nel caso la situazione dovesse precipitare, cosa non da escludere visto che mentre i problemi in Calabria aumentano, la maggioranza perde di vista le priorità e si dedica esclusivamente ai suoi dissidi interni.

Ipotizziamo che la ex Cdl si ritrovi, sarebbe pronta al dopo Loiero?
Penso di sì, naturalmente se iniziamo a discutere insieme e subito. Ma senza pregiudizi e punti di partenza assunti per decisioni imperscrutabili. Tutto deve essere fatto alla luce del sole, perché una cosa ormai è chiara. Dopo le esperienze fin qui avute la Regione ha bisogno non di un nuovo governo purchessia, ma di un governo che sia finalmente amico di tutti i calabresi. C’è da mettere mano al sistema-Calabria nella sua complessità, svecchiarlo e riorganizzarlo nell’interesse generale per dargli una prospettiva nazionale ed europea, non semplicemente di un ricambio politico che poi non è in grado di incidere sui problemi. Io ai miei figli e ai giovani calabresi voglio finalmente poter dire che in Calabria stiamo lavorando con le spalle al passato.

Ed intanto Loiero pensa ad un nuovo rimpasto.
Ciò significa che questo governo regionale ha perso la bussola. Non parla più ai calabresi ma solo ai suoi fans. Siccome non è in grado di rivoluzionare i suoi assetti strategici ogni sei mesi per far credere che non è defunto sposta le pedine del governo, questo da qui a lì e via di questo passo, ma cosi si porta la Regione al collasso e ciò che mi preoccupa di più è che anche gli alleati di Loiero, quelli che da questa alleanza hanno pagato costi enormi, non si rendono conto che procedendo in questo modo si fa solo il male della Calabria e della politica intesa come strumento democratico di governo dei problemi e della complessità istituzionale ed economica. Senza dire dei tanti problemi statutari che cosi facendo si sono creati. Per esempio non ho ancora capito se il prof Cersosimo è un assessore della giunta o sia un vicepresidente ma, in questo caso, non ho capito in cosa si differenzia la sua posizione da quella di un consulente. A me pare che sia stato violato lo Statuto che comprende solo due assessori esterni, e se vogliamo, in una regione in cui si lamenta spesso la violazione delle regole come punto di debolezza della nostra democrazia la violazione dello Statuto e l’uso delle nomine di sottogoverno piegate a finalità particolari non aiuta la Calabria a crescere.

Ed a chi vi accusa di fare un opposizione morbida cosa rispondete?
Ricordo che l’Udc ha promosso una mozione di sfiducia alla Giunta Loiero. Abbiamo sempre detto che Loiero ci portava al disastro, abbiamo avuto ragione ma non la forza di determinare la conclusione di una delle legislature regionali più sfortunate della storia calabrese e non mi riferisco solo all’assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale e a tanti altri episodi gravi che hanno contraddistinto questi tre anni, ma a quella sorta di commissariamento della politica di centrosinistra effettuata dal governatore Loiero che, piano ma inesorabilmente, ha condotto alla fine del dialogo persino tra Esecutivo e Legislativo in Calabria, giungendo a incardinare tutto il potere in capo ad una sola persona e svuotando le prerogative sia della politica sia del Consiglio regionale. Un fatto inaccettabile cui occorre porre riparo. Ciò che oggi siamo chiamati a fare noi è una politica intelligente che proponga soluzioni ma che faccia guadagnare credibilità alla politica nel rapporto assai logorato purtroppo con i calabresi che ogni giorno combattono con cento problemi.

E’ di l’altro ieri la notizia secondo la quale la Calabria ha il Pil più basso della Ue.
E’ un’altra fotografia di una realtà difficile che boccia la politica regionale. Non ci sono dubbi. Si deve aprire una stagione nuova, intessuta di grandi e piccole riforme di sistema per dare certezze di legalità e di prospettiva agli imprenditori calabresi lasciati spesso soli e neanche ascoltati. Quanta domanda di sicurezza è giunta da loro in questi anni? Tantissima, ma la politica non è stata in grado di rappresentarla nell’interlocuzione col Governo nazionale e il Parlamento; ci dispiace che oggi il Governo Berlusconi metta al centro la questione sicurezza del Centro e del Nord ma trascuri il dramma della criminalità organizzata che affligge la stragrande maggioranza dei calabresi onesti e blocca lo sviluppo economico e sociale. E’ chiaro che se la Regione è vecchia, nell’approccio ai problemi e nella sua organizzazione interna, e in più priva di credibilità e il Governo nazionale più propenso all’ascolto delle aspettative del Nord a farne le spese sono i meridionali e i calabresi. Ecco questa è una condizione inaccettabile per noi dell’Udc. Un punto su cui siamo disposti a rompere e a fare nuove alleanza se è il caso, ma sempre nell’interesse prioritario della Calabria.

PUBBLICATO 18/06/2008

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