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L’ospedale di Acri e’ stato scippato del suo punto nascita.

Maurizio Feraudo
Foto © Acri In Rete
Probabilmente sui muri di Acri c'è ancora qualche manifesto fatto affiggere appena qualche mese fa dal sindaco Trematerra con cui si annunciava, con toni trionfalistici, che "l'ospedale non sarà ridimensionato!". Il riferimento era al decreto emanato dal Commissario Scopelliti con cui già dallo scorso novembre era stata decisa la chiusura, dall'1 maggio, del punto nascita dell'ospedale "B. Angelo".
Il primo maggio è arrivato e l'ospedale di Acri è stato scippato, a dispetto di ogni bluff e dei tanti tattici proclami ("Non sarò il sindaco che sarà ricordato per la chiusura, nel corso del suo mandato, di reparti ospedalieri!"), del suo punto nascita. Una grossa perdita. Una vera sconfitta. Il primo passo di ulteriori scippi di reparti che già si sussurrano.
Si è dunque consumato, con la consapevole complicità del sindaco, un atto che porta inesorabilmente verso l'ulteriore impoverimento del nostro già fragile tessuto montano.
Il tutto è avvenuto nella totale e triste indifferenza di una popolazione che probabilmente aveva dato credito e fiducia alla parola del suo primo cittadino.
Una città, quella che oggi si sente tradita e delusa, alla quale è stato scippato finanche il sacrosanto diritto di indignarsi e di protestare contro l'annunciata privazione di un servizio sanitario essenziale. E si, perché gli acresi, facendo affidamento sulle rassicurazioni del loro sindaco, non hanno nemmeno aderito alle iniziative che le forze politiche responsabili, come l'Italia dei Valori , avevano avviato, con il coinvolgimento finanche dei suoi massimi rappresentanti istituzionali, al Senato come alla Camera dei Deputati.
Rimane il fatto che l'ospedale è stato ridimensionato e che anche la Politica e i Partiti sono stati politicamente raggirati: il consiglio comunale aperto era una occasione a cui non si doveva abdicare, per nessuna ragione. Lasciare intendere che dall'incontro dei capigruppo con il commissario Scopelliti, quello che si è poi tenuto il 28 aprile per intenderci, sarebbero emerse novità positive per le sorti dell'ospedale è stata l'ennesima truffa politica che consacra un modo di agire che nessun giovamento sta portando alla nostra comunità.
Ma non disperiamo: tra qualche mese ci penserà l'amico Valerio Merola a consolare le tante mamme che da oggi sono costrette ad emigrare per partorire.
Della serie: mentre la città indietreggia gli amici avanzano. A spese degli acresi!
Quanta amarezza!

PUBBLICATO 01/05/2011

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