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Rigenerazione stadio comunale ''Pasquale Castrovillari'': luci ed ombre

Foto © Acri In Rete
Angelo Giovanni Cofone
Venerdì scorso in consiglio comunale è stata deliberata l’approvazione di un mutuo di 180.000,00 euro per la rigenerazione dello stadio comunale ‘Pasquale Castrovillari’ e la realizzazione di nuovi impianti sportivi nella stessa area (campo di pallavolo, di padel, da tennis e di bocce). La somma, mutuata da Cassa Depositi e Prestiti, è destinata al cofinanziamento del progetto del Ministero per lo Sport ed i Giovani come previsto nell’avviso di gara ‘Sport e Periferie anno 2023’.
Da un importo iniziale di 154.000,00 euro previsto a titolo di cofinanziamento del progetto, già inserito nel bilancio di previsione e da coprire con entrate correnti, il comune ha dovuto aggiungere ulteriori 26.000,00 euro (per un totale cofinanziato di 180.000,00 euro) per alcune varianti tecniche apportate al progetto esecutivo.
Da qui la decisione dell’amministrazione di andare a coprire l’intera somma prevista come cofinanziamento al progetto con un mutuo contratto con Cassa Depositi e Prestiti anziché con fondi di bilancio.  
Per come ho avuto modo di ribadire in consiglio il finanziamento ottenuto dal Ministero (€ 700.000,00 a cui si aggiungono i 180.000,00 euro di cofinanziamento) ed i lavori da realizzare, che dovrebbero iniziare a breve e terminare - secondo il cronoprogramma - entro la fine di marzo 2026, rappresentano un dato positivo per la città ed i cittadini. Tuttavia si poteva fare meglio ed ottenere qualche economia in più con riferimento ai costi di progettazione ed esecuzione, affidati a professionisti esterni, che complessivamente hanno gravato sull’importo complessivo del progetto (€ 880.000,00) per più di 90.000,00 euro. Discutibile anche il fatto che oltre alle spese per la figura del geologo il comune si sia fatto carico di ulteriori indagini geognostiche per cui, non condividendo questa impostazione, e trattandosi comunque di un finanziamento che ha comportato l’accensione di un mutuo a carico dell’ente, i cui costi graveranno sulle casse del bilancio comunale e sulle tasche dei cittadini, pur ritenendo il progetto ed il finanziamento intercettato valido e utile alla città, mi sono astenuto sul punto.  
A questo punto mi auguro che almeno una parte di quei 154.000,00 euro, previsti nel bilancio di previsione 2025-2027 a copertura della iniziale somma dovuta a titolo di cofinanziamento, venga utilizzata per sistemare tutti quei campetti e quegli impianti sportivi ubicati nel centro cittadino e nelle periferie; strutture che vengono quotidianamente utilizzate dai nostri ragazzi, specie nel periodo estivo, e che versano in condizioni fatiscenti e pericolose (recinzioni malconce e pericolanti, aree circostanti poco curate e piene di sterpaglie, cancelli di ingresso divelti, porte da calcetto con reti ormai ridotte a brandelli, manti di gioco dissestati) che necessitano interventi urgenti per loro messa in sicurezza e per un utilizzo ottimale.
Tali interventi di sistemazione e messa in sicurezza, realizzabili con manodopera comunale, rappresenterebbero un segnale positivo nella gestione di un territorio vasto e difficile come quello di Acri da parte di un’amministrazione che ad oggi si è dimostrata indifferente ed incapace di dare risposta alle tante segnalazioni e richieste provenienti dai cittadini e dalle minoranze consiliari. Difatti, se da un lato è vero che sul territorio comunale insistono tante criticità per via della sua estensione, dall’altro è altrettanto vero che molte di queste si potrebbero risolvere con una migliore capacità organizzativa ed attenzione. Solo per fare un esempio, è notizia del fine settimana appena trascorso, è inconcepibile che per sistemare una rottura della condotta idrica nel quartiere di Padia si siano impiegati tre giorni durante i quali è stato inibito l’uso dell’acqua potabile ad una abitazione e, allo stesso tempo, questa importante risorsa ha continuato a sgorgare dal punto di rottura fino a disperdersi nelle vie a valle. In pieno periodo estivo, e con le notorie carenze idriche cui siamo soggetti, sarebbe opportuno che la gestione dei guasti avvenisse in modo più celere e con azioni risolutive, evitando ritardi e interventi tampone che richiedono successive operazioni.  

PUBBLICATO 17/06/2025





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