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Rottamazione Quinquies. Ecco i numeri, ma emerge la chiara volontà dell’Amministrazione di non aderire

Foto © Acri In Rete
Salvatore Palumbo
Dopo la mia seconda richiesta formale, il Settore Economico-Finanziario del Comune di Acri ha finalmente fornito alcuni dati sulla possibile adesione alla definizione agevolata dei tributi comunali (Rottamazione Quinquies).
Un passaggio importante, che conferma come la prima risposta fosse priva degli elementi tecnici necessari. Dai dati emerge che i crediti non riscossi ammontano a oltre 3,4 milioni di euro, con circa 1 milione tra sanzioni e interessi.
Numeri rilevanti, che dimostrano quanto il tema sia centrale per il bilancio dell’Ente e per i cittadini. Il Comune sostiene che l’adesione comporterebbe un disavanzo di circa 298 mila euro, ritenendo quindi la misura non sostenibile.
Tuttavia, questa valutazione continua a essere parziale, perché prende in considerazione solo il possibile costo e non il beneficio in termini di incassi reali. Il vero nodo è questo: quanti di quei 3,4 milioni è realmente recuperabile senza la rottamazione?
Senza una risposta chiara a questa domanda, qualsiasi conclusione rischia di essere incompleta.
A questo punto, ritengo evidente che, al di là delle valutazioni tecniche, emerga una precisa e definitiva scelta politica del Sindaco e dell’intera maggioranza, quella di non aderire alla rottamazione dei tributi locali.
Una scelta che, a mio avviso, non tiene conto fino in fondo delle difficoltà di tante famiglie e imprese del territorio. È bene ribadirlo con chiarezza che la rottamazione non è un premio per chi non paga, ma uno strumento previsto dalla legge dello Stato che consente ai cittadini di regolarizzare la propria posizione debitoria, eliminando sanzioni e interessi che spesso rendono il debito insostenibile. Non a caso, Comuni come Corigliano-Rossano, Rende, Praia a Mare e altri enti locali hanno effettuato valutazioni tecniche approfondite e, sulla base di dati concreti, hanno scelto di aderire alla definizione agevolata, dando un segnale di speranza ai loro cittadini.
Ad Acri, invece, si è preferito non percorrere questa strada. Ad Acri, purtroppo, si continua ad assistere a dinamiche politiche che poco hanno a che vedere con le reali esigenze della città.
Forze politiche che fino a ieri erano contrapposte, anche con toni molto duri, oggi trattano e con ogni probabilità si ritroveranno in maggioranza, dando l’impressione che prevalgano logiche, personali, strategiche e di sopravvivenza politica piuttosto che scelte nell’interesse dei cittadini.
Nel frattempo, questioni concrete e rilevanti, come quella della definizione agevolata dei tributi comunali, insieme a tanti altri bisogni reali della città, vengono trascurate, nonostante potevano rappresentare un’opportunità per famiglie e imprese del territorio.

PUBBLICATO 24/03/2026





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