COMUNICATO STAMPA Letto 1088  |    Stampa articolo

Il campetto di via Montessori: il simbolo di un’amministrazione assente. Incuria e degrado!!!

Foto © Acri In Rete
Emilio Turano
Il campetto di via Montessori non è soltanto uno spazio pubblico trascurato. È il simbolo concreto di un’amministrazione che ha smesso di ascoltare, di vedere, di intervenire.
Quel campetto nasce come luogo di aggregazione per i ragazzi: uno spazio destinato allo sport, alla socialità, alla crescita. Un presidio educativo e sociale che dovrebbe essere curato, pulito, sicuro ed efficiente. Invece oggi si presenta in condizioni indecorose: manutenzione assente, incuria evidente, degrado che avanza sotto gli occhi di tutti.
Non si tratta di fatalità. Non è colpa del tempo. Non è responsabilità dei ragazzi che lo frequentano.
La responsabilità è chiara ed ha un nome: il Comune, l’assessore competente, l’intera amministrazione comunale.
Chi governa una città ha il dovere di garantire la cura degli spazi pubblici, soprattutto quando sono destinati ai più giovani. Lasciare un campetto nell’abbandono significa lanciare un messaggio preciso: i ragazzi non sono una priorità. Il quartiere non è una priorità. La qualità della vita non è una priorità.
Un’amministrazione attenta interviene prima che il degrado diventi normalità. Pianifica manutenzione ordinaria, ascolta le segnalazioni dei cittadini, investe risorse per prevenire e non solo per rattoppare. Qui, invece, si è scelto di ignorare. E l’inerzia è una grave responsabilità politica.
Il campetto di via Montessori oggi è lo specchio di una gestione che ha perso visione, progettualità e senso di comunità. E quando le istituzioni arretrano, a pagare il prezzo più alto sono sempre i giovani.
Non bastano promesse generiche o interventi occasionali. Servono programmazione, rispetto e attenzione costante. Servono scelte chiare. Servono amministratori che considerino i beni pubblici come patrimonio da tutelare, non come problemi da rimandare.
Per questo non è più tempo di rassegnazione.
È tempo che i cittadini prendano consapevolezza, che pretendano risposte, che si preparino a cambiare e a voltare pagina. Una città non può crescere se si abitua al degrado. Non può avere futuro se trascura i suoi ragazzi.
Occorre una nuova visione, una nuova responsabilità, una nuova speranza per la nostra comunità.
E quella speranza passa dalla partecipazione, dal coraggio di scegliere e dalla volontà di costruire un’amministrazione che metta davvero al centro i cittadini.

PUBBLICATO 11/04/2026





Altri Comunicati

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 306  
Lions Club Acri presenta il libro di Luigi De Magistris
Si terrà martedì 21 aprile 2026 alle ore 17.30 presso la sala del consiglio comunale di Acri "Palazzo Sanseverino-Falcone", la presentazione del libro di Luigi De Magistris dal titolo "Attuare la Co ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1028  
Il sindaco cambia le carte in tavola a proprio vantaggio. La verità sull’Oasi canina
Ancora una volta mi ritrovo a NON comprendere la necessità dei toni e dei contenuti delle azioni/risposte del nostro Sindaco, quando un cittadino o altro esponente civile pone in evidenza
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 939  
Oasi canina e randagismo ad Acri: oltre l’inaugurazione serve una strategia
Duole prendere atto che il fenomeno del randagismo ad Acri continua a rappresentare un problema tutt’altro che risolto. E duole ancora di più prendere atto che quanto avviato dagli assessorati prec ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 331  
“Semi di comunità”. Il CSV e il Comune incontrano associazioni e cittadini
Associazioni e cittadini di Acri sono chiamati a partecipare ad un incontro promosso dal CSV Cosenza insieme al Comune di Acri per avviare “Semi di comunità”, un laboratorio di innovazione
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 693  
Panchina rossa vandalizzata: quando si colpisce un simbolo, si ferisce un impegno collettivo
Non è solo una panchina. È un segno visibile, quotidiano, concreto di una promessa: non voltarsi dall’altra parte di fronte alla violenza contro le donne. Per questo l’atto vandalico che ha colpito ...
Leggi tutto