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Applausi

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
La nostra è una terra straordinaria. Riesce nell'impresa invidiabile di inaugurare persino il futuro.
Si annunciano ponti super tecnologici, nuove strade e investimenti milionari, così da far apparire il futuro luminosissimo e far dimenticare che il presente è da tempo in terapia intensiva.
Alla fine però si possono fare tutti gli annunci che si vuole, ma fino a quando un ragazzo di 21 anni muore soccorso da un’ambulanza senza medico (è successo a Catanzaro) ogni promessa sul futuro sembra una barzelletta sgradevole e inopportuna. Fino a che ci sarà qualcuno che passa giorni su una barella parcheggiato come se fosse un bagaglio smarrito, chi aspetta giorni in attesa di un posto in corsia, o chi deve aspettare mesi per una visita o una Tac, tutto il resto è solo propaganda per tifosi e non, gente dalla memoria cortissima.
La verità è che siamo una regione che rischia di non avere più speranza! Negli ultimi anni 160 mila giovani, tra i 18 e 34 anni, hanno lasciato la nostra terra (313 mila nel Mezzogiorno): una emorragia continua. Le famiglie che possono permetterselo fanno le valigie insieme ai figli per una sorta di emigrazione all’incontrario rispetto agli anni sessanta.
Naturalmente, nessuno ha colpe (quando mai!). La colpa è del passato. Del governo precedente. Di quello ancora prima. Del commissariamento, della burocrazia, del Covid, del clima, della Terra piatta e persino del destino cinico e baro. L’importante è che non sia di chi governa oggi. Nel frattempo, i commissari (inutili) delle ASL continuano a occupare comodissime poltrone ben retribuite, nonostante i conti continuino a peggiorare. La Asl di Cosenza, ad esempio, sembrerebbe avere un buco di 84 milioni di euro, 160 miliari delle vecchie lire! Altro che pizze e fichi). La cosa più inquietante però è un’altra: tutto si consuma nell'indifferenza generale.
Abbiamo smesso persino di indignarci. Forse perché dopo anni di umiliazioni quotidiane non è rimasta che la rassegnazione.
La vera emergenza della nostra terra non è la mancanza di medici, ma l’abbondanza di silenzi! Una Regione che non riesce a garantire ai propri cittadini il diritto costituzionale di essere curati in tempi ragionevoli, tempestivi, efficaci è semplicemente un luogo dove ormai solo la propaganda gode di ottima salute.
La propaganda (beate lei) sta benissimo ed, al contrario della verità, produce consenso e tanti applausi. Una meraviglia!

PUBBLICATO 04/07/2026





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